8 aprile 2020
Aggiornato 16:30
Direzione PdL

Fini: non voglio sabotare Governo, ma non demonizzatemi

L'intervento del Presidente della Camera: «Oggi cambiano le dinamiche del Pdl»

ROMA - Nessuna intenzione di «sabotare il Governo» o di «remare contro»: solo il diritto al confronto «senza essere demonizzati». Gianfranco Fini spiega così i diritti e i doveri che a suo giudizio ha «una componente politico-culturale che su certi temi ha opinioni diverse». Un aspetto che Fini ha «il diritto-dovere di precisare meglio, perché questa è una giornata cha cambia le dinamiche del Pdl».

Una componente, spiega Fini alla Direzione del Pdl, che «non ha il diritto di sabotare l'azione del Governo o di remare sempre contro, perché il dovere di lealtà è al patto tra fondatori ed elettori prima di tutto; non ha il diritto di imporre ad altri opinioni minoritarie». Ma che «ha il diritto di confrontarsi su come attuarlo il programma di Governo, su come evitare posizioni che non siano al cento per cento in sintonia con gli interessi generali».

Per Fini «un confronto non può che fare bene, e quanto più sarà scevro dalla demonizzazione e senza il sospetto che si vuole impedire al governo di governare, tanto meglio sarà». Perché l'obiettivo della componente «non è avere quote di potere, ma animare un dibattito». E «non può essere messo al rogo, all'indice come uno sfasciacarrozze, chi ha idee diverse. Succede in tutta Europa. Vogliamo vedere la dialettica interna alle destre tedesca, francese, spagnola? Convivono posizioni diverse, e poi c'è il dovere della sintesi, ma senza demonizzazione, con il rispetto che si deve alle opinioni dissimili».

«Le questioni che pongo non sono dovute a «questioni personali» o a «bizze», «sono abituato a dire quando non sono d'accordo«ha aggiunto Fini. «Non è possibile derubricare tutto ciò - ha affermato - come se fossero questioni personali», le mie «non sono bizze, non sono geloso di Berlusconi». «Sono abituato a dire - ha osservato - quello che penso quando non d'accordo. Non l'ho fatto ora di punto in banco come se ora non mi piacesse più il presepe che ho contribuito ad allestire. E' qualche mese che pongo pretese e le vedo minimizzate. Ma non pongo questioni per intralciare l'azione del governo o del partito, sicuramente non per compiacere gli avversari».

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