22 ottobre 2021
Aggiornato 07:30
Delitto di Garlasco

Il Gup che assolse Stasi: non c'è prova del movente

«Quadro insufficiente a dimostrare la colpevolezza». Ai carabinieri: «Devastanti interventi sul pc»

VIGEVANO - «Emerge un complessivo quadro istruttorio da considerarsi contraddittorio ed altamente insufficiente a dimostrare la colpevolezza dell'imputato secondo la fondamentale regola probatoria e di giudizio dell'oltre ogni ragionevole dubbio». Questo uno dei passaggi delle motivazioni della sentenza per l'omicidio di Chiara Poggi scritta dal gup di Vigevano, Stefano Vitelli, che ha assolto Alberto Stasi al processo di primo grado con rito abbreviato celebrato il 17 dicembre 2009.

Le motivazioni sono state consegnate dal gup alla cancelleria del tribunale di Vigevano intorno alle 13.15. Vitelli, incalzato dai cronisti per un commento, si è limitato a dire «ho parlato per ore e ore scrivendo».

«OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO» - Nel valutare il quadro istruttorio «contraddittorio ed altamente insufficiente», il Gup si è basato sulla «fondamentale regola probatoria e di giudizio dell'oltre «ogni ragionevole dubbio«». Quest'ultimo, a parere del Gup, «non deve essere certo inteso come un mero dubbio possibile (...) quanto di una situazione finale di concreta incertezza che rimane, una volta esaminati tutti gli elementi processuali a disposizione, nel giudizio logico/probatorio di ascrivibilità del fatto all'imputato: il dubbio non è astratto o meramente immaginario ma diventa concreto e ragionevole, laddove si fondi appunto (come nel caso di specie) su evidenze processualmente emerse». Per il giudice «così rettamente intesa - si legge nelle conclusioni delle motivazioni - questa finale regola probatoria e di giudizio rappresenta non solo l'attuazione di fondamentali principi costituzionali ed un imprescindibile pilastro di uno stato liberl-democratico (nel senso più alto e nobile) ma anche e prima ancora un naturale richiamo etico per ogni uomo giusto e ragionevole».

«INTERVENTI DEVASTANTI SUL PC» - Nelle 159 pagine di motivazione del verdetto di assoluzione nei confronti di Stasi, Vitelli ha anche scritto che l'attività investigativa dei carabinieri di Vigevano sul computer dell'imputato ha prodotto «effetti devastanti in rapporto all'integrità complessiva dei supporti informatici».