27 luglio 2021
Aggiornato 00:30
La Cassazione

Cassazione: clandestini espulsi anche se hanno figli che studiano

L'esigenza di garantire la tutela delle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei bambini

ROMA - Gli immigrati irregolari possono essere espulsi anche se hanno figli minori che studiano in Italia. Con una sentenza innovativa, la Cassazione ha stabilito che gli immigrati irregolari non possono restare nel nostro paese sostenendo che la loro espulsione provocherebbe un trauma per i figli che frequentano le scuole in Italia. La suprema corte ha ribaltato così quanto fino ad ora stabilito, ritenendo che la tutela della legalità delle frontiere prevalga anche sul diritto allo studio dei minori.

LE MOTIVAZIONI - La decisione è arrivata con la sentenza n. 5856 che ha respinto il ricorso di un immigrato albanese, con moglie in attesa della cittadinanza italiana e due figli minori. L'uomo chiedeva l'autorizzazione a restare in Italia, a Busto Arsizio, in nome del diritto del «sano sviluppo psicofisico» dei suoi bambini che sarebbe stato alterato dall'allontanamento del loro papà. Per i giudici però la permanenza in Italia per un periodo di tempo limitato può essere concessa solo in situazioni di emergenza. Se così non fosse le norme in materia finirebbero con il «legittimare l'inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l'infanzia».