22 aprile 2024
Aggiornato 23:00
Berlusconi pensa a leggina di rinvio

Caos liste, verso una soluzione politica

Bossi: «No al decreto». Per questo si lavora ad una legge, da approvare anche dall'opposizione, che rinvii il voto

ROMA - Maggioranza e Governo non intendono restare fermi in attesa che i Tar di Lombardia e Lazio decidano sulla riammissione del listino Formigoni e della lista Pdl e, se già non lo farà questa sera la Corte di Appello di Roma, del listino Polverini. La sterzata da ieri sera è stata palese ed ora l'impegno per una 'soluzione politica' al caos liste è all'ordine del giorno delle frenetiche consultazioni nel centrodestra.

A condurre le consultazioni è il premier Silvio Berlusconi in persona che ha invitato a pranzo i vertici della Lega (con Bossi e Calderoli anche il ministro dell'Interno Maroni che solo due giorni fa ha escluso ogni possibilità di iniziativa del Governo, ma che oggi deve fare i conti con uno scenario politico totalmente cambiato). A seguire, Berlusconi riunirà l'ufficio di presidenza del Pdl e quella sarà anche la sede per la decisione finale: se partecipare o meno alla manifestazione di questo pomeriggio in Piazza Farnese. In serata, quindi, l'incontro con i dirigenti del Pdl del Lazio insieme alla stessa Polverini e al presidente della Camera Gianfranco Fini.

Due le possibilità al vaglio del centrodestra. Un decreto per stabilire un rinvio del voto nelle regioni interessate quel tanto che basta per riaprire i termini di presentazione delle liste. Oppure una legge ordinaria della maggioranza che, riaprendo i termini senza modificare la data delle elezioni, di fatto si limiti ad accorciare la durata della campagna elettorale riaprendo la possibilità di ammettere liste.
La legge ordinaria, avrebbe il «vantaggio» di non dover passare al vaglio preventivo del Colle, ma ha tempi ben più lunghi di entrata in vigore rispetto al decreto che ha vigenza immediata. Il decreto, invece, deve avere il pieno consenso di Napolitano. Non a caso, da Bruxelles, oggi Napolitano stesso ha fatto un passo in avanti rispetto al ruolo di semplice «osservatore» rispetto al 'pasticcio' liste mantenuto fino a ieri. Il Presidente ha parlato di «preoccupazione» e fatto sapere di seguire «la situazione nei suoi sviluppi» e di essere pronto a porsi «i problemi che potranno sorgere».

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, si dice «preoccupato» per il «turbamento» della campagna elettorale che l'esclusione di alcune liste del centrodestra alle regionali sta provocando perché, osserva, «non abbiamo mai pensato di vincere per abbandono dell'avversario» ma chiede al Pdl di assumersi «totalmente la responsabilità» di quanto accaduto senza tuttavia sbilanciarsi sulla possibilità di un intervento legislativo che rimedi al caos: «Attendiamo l'esito dei ricorsi».
«Siamo preoccupati - dice interpellato in Transatlantico - perché si è determinato un turbamento della campagna elettorale di cui la destra porta totalmente la responsabilità: loro hanno creato un turbamento e ora seguiamo con grande attenzione quello che decideranno gli organi competenti. Ci sono ancora molti passaggi. Attendiamo».

Il presidente Napolitano, da Bruxelles, ha detto di seguire la situazione passo passo: «Sono preoccupato. Preoccupazione è una parola pesante e importante, però rimane. Seguo gli sviluppi della situazione e mi pongo i problemi che potranno sorgere» ha detto lasciando il Parlamento europeo. Il capo dello Stato ha aggiunto che attende le decisioni della magistratura sulle liste del Lazio per esaminare la situazione.

«Un decreto legge sarebbe un golpe», spiega Antonio Di Pietro. «È democrazia permettere ai cittadini di partecipare alle elezioni, ma la democrazia si esercita nel rispetto delle forme di legge e, secondo le prime decisioni dei magistrati, la legge è stata violata da chi ha presentato alcune liste in modo difforme», ha detto il leader di Italia dei valori, che ha ricordato che anche in un Comune del Napolitano la lista dell'Idv è stata esclusa «perché mancava un timbro tondo tra una pagina e l’altra. Cosa avrebbero detto se l’Idv avesse fatto questo baccano contro i giudici accusandoli di essere cospiratori e comunisti?».

La procura di Milano aprirà un'inchiesta sulle firme raccolte dal Pdl a sostegno della lista. Si tratta di un atto dovuto in seguito all'esposto presentato dai radicali. Con la denuncia viene richiesta anche una perizia calligrafica. Toccherà alla magistratura verificare eventuali irregolarità in ordine a reati di falso in atto pubblico e falsità ideologica. L'esposto ,finito sul tavolo dell'aggiunto di turno Armando Spataro, sarà dato domani all'aggiunto Edmondo Bruti Liberati, responsabile del dipartimento pubblica amministrazione.