29 agosto 2025
Aggiornato 23:00
Intervento a Pietrasanta

Fini: dopo le Regionali riforma condivisa della Costituzione

Il Presidente della Camera: «E' sempre meglio costruire insieme le regole. Non c'è Tangentopoli bis»

PIETRASANTA - «Spero che, finita la consultazione elettorale di marzo, si parta finalmente con un disegno di riforma della Costituzione partendo da ciò che si può fare con una larga condivisione»: lo ha detto Gianfranco Fini, presidente della Camera, durante un incontro al Teatro Comunale di Pietrasanta.

Secondo Fini infatti «è sempre meglio costruire insieme le regole del condominio; poi non è uno scandalo, lo dico alla sinistra, se la maggioranza fa riforme con i suoi numeri, lo prevede la Costituzione, ma ricordiamoci, e lo dico alla maggioranza, che c'è il giudizio del referendum. Cominciamo a fare una bella riforma del Parlamento, che preveda anche un numero minore di parlamentari: si presenterebbe bene agli italiani». Dopodiché, sottolinea il presidente della Camera, è necessario anche valutare «come regolare i rapporti fra legislativo ed esecutivo: i tempi non sono maturi per una riforma condivisa della forma di governo, ma credo ad esempio che Bersani non sarebbe contrario a modificare il fatto che il presidente del Consiglio che, lo dico tra virgolette, ormai è eletto dal popolo, non può cambiare un ministro che non ha più la sua fiducia, senza fare una crisi di governo».

COMMISSIONE VIOLANTE - Sulle modalità per farlo, Fini ha ricordato che «la commissione Violante individuò una bozza da cui si può ripartire: non è accaduto fino a oggi in due anni, ma abbiamo ancora tre anni davanti, e due anni in cui non si vota sono due anni in cui è possibile cominciare seriamente non a fare una riforma generale della Costituzione, ma riformare aspetti della Costituzione con disegni di legge che marcino in parallelo».

SUPERARE IL BICAMERALISMO - Fra i temi principali, per il presidente della Camera, il superamento del bicameralismo perfetto con la creazione di un Senato delle regioni, l'attribuzione delle competenze fra Stato e Regioni, e la stessa forma di governo: «Secondo me quella che rimane migliore è quella di tipo presidenzialista - ha concluso Fini - non è vero che il Parlamento in questo caso viene messo in un angolo, basta chiederlo ad Obama».

LISTE PULITE - Il numero uno di Montecitorio lancia anche la sua personale proposta sulle «liste pulite» andando oltre il piano di Berlusconi di escludere dalle elezioni i candidati corrotti. «Se domani - è il pensiero del co-fondatore del Pdl - il Parlamento approvasse col voto di tutti una leggina per cui chi è condannato con sentenza definitiva per reati contro la Pubblica Amministrazione per 5 anni non si può candidare, la pubblica opinione direbbe «meno male», reagirebbe positivamente, e le istituzioni politiche acquisterebbero un tassello di fiducia in più rispetto a oggi».

BERSANI: «PIANO ANTICRISI» - Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani si dice disponibile da subito a lavorare su riforme in materia economica per fronteggiare la crisi dopo l'invito del presidente della Camera Gianfranco Fini. «Le elezioni sono importanti ma c'è anche un Paese - dice Bersani -, io farei da subito una buona operazione di riforme sull'economia. Se le cose si condividono si possono fare prima, dopo e durante».
Il segretario del Pd non nasconde però il suo scetticismo: «Di cosa parliamo? Quando parliamo di riforme arrivano sempre cose strane, da due mesi in Parlamento discutiamo cose stravaganti. Diamogli un nome e un cognome, se è un piano nazionale anticrisi sono d'accordissimo, sono pronto a lavorarci da subito».p>