28 maggio 2020
Aggiornato 20:00
Il Premier: «Sono un test nazionale»

Regionali, Berlusconi chiama a una «scelta di campo»

Bersani: «Basta, le elezioni non sono un giudizio di Dio sulla sua persona»

ROMA - Come nel 1994, Silvio Berlusconi chiama gli italiani ad una nuova «scelta di campo». E l'alternativa è sempre tra «la politica del fare» da un lato, e dall'altro «la sinistra delle parole» che nei sommari giudizi del premier vuole «reintrodurre l'Ici, mettere la patrimoniale, raddoppiare la tassazione sulle rendite finanziarie». Ecco allora che le Regionali di fine marzo diventano «elezioni nazionali», tra «l'Italia positiva e l'Italia distruttiva e denigratoria della sinistra».

Giudizi che provocano la reazione del segretario Pd Pierluigi Bersani: «E' solo Berlusconi che tende a raffigurare il giudizio politico come un giudizio di Dio sulla sua persona. Ma per noi non è così. E' ora di ricordare a Berlusconi che ha avuto il Governo del Paese per sette anni: se ne assuma le responsabilità, anzichè cercare sempre di scaricarle sugli altri».

DIFFERENZE ANTROPOLOGICHE - Alla presentazione delle quattro candidate donna del Pdl per le Regionali, Berlusconi legge un discorso preparato, tutto giocato sulle differenze «antropologiche» tra il centrodestra e il centrosinistra. E si torna allo schema del «meno tasse per tutti» contro il partito delle tasse, il Popolo della Libertà contro chi vuole «un regime di polizia tributaria» che accompagna il Cavaliere dall'alba della sua avventura politica. La «scelta di campo», per il premier, è infatti «tra un governo delle riforme e un'opposizione che sa dire soltanto no, fra un governo che valorizza le risorse positive dell'Italia e una opposizione che pur di combattere il governo non si fa scrupolo di propagare anche all'estero un'immagine negativa dell'Italia». Una scelta di campo «tra un governo che cerca di alimentare la fiducia, diffondere ottimismo e una sinistra che sa solo spargere pessimismo e autolesionismo. Una scelta di campo tra un governo che viene rispettato nel mondo e un'opposizione anti-italiana e anti-nazionale».

Una rappresentazione, quella estremamente semplificata di Berlusconi, che vede il Pdl impegnato per «meno tasse, più verde, meno burocrazia e più libertà anche nell'ampliamento degli immobili con il 'Piano casa'».

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