28 febbraio 2020
Aggiornato 07:00
Riforma della Giustizia

Mancino: superare la logica degli schieramenti

«La Costituzione è il punto di riferimento per le riforme e per il funzionamento del Csm»

ROMA - Dall'assassinio di Vittorio Bachelet, giurista cattolico e vicepresidente del Csm vittima delle Brigate rosse il 12 febbraio del 1980, «i tempi sono cambiati, ma l'emergenza giustizia permane». Lo ha detto l'attuale vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, intervenendo al convegno per il trentennale dell'assassinio.

Citando proprio le parole di Bachelet, che invitava, all'epoca, a 'considerare il momento drammatico della vita della giustizia nel nostro paese per affrontare il quale noi dobbiamo dare tutto il nostro contributo', Mancino ha sottolineato che anche oggi «ciascuno deve dare il proprio contributo, superando la logica degli schieramenti o, peggio, quella dei masi chiusi».

«Saldo riferimento alla Costituzione, certamente alla prima parte e anzitutto i principi fondamentali, e corrispondenza alle aspettative di giustizia che provengono dalla società - ha affermato Mancino - devono essere ancora oggi i punti di riferimento essenziali per la nostra attività quotidiana di responsabili dell'organo di governo autonomo della magistratura e di garanti dell'autonomia dell'ordine giudiziario e dell'indipendenza dei singoli magistrati; ma devono essere anche la duplice Stella Polare che guida l'attività giurisdizionale di ogni singolo magistrato nonché il passo del legislatore quando si inoltra nel delicato terreno delle riforme in materia di giustizia».