Il Papa segue in silenzio gli attacchi a Vaticano
La campagna sui «mandanti» vaticani è partita dal «Foglio»
CITTÀ DEL VATICANO - Vigila in silenzio, il Papa, sull'affaire Boffo. E' informato, eccome. Benedetto XVI ama la teologia, la musica classica, ma è tutt'altro che distratto sui sospetti che, ormai da giorni, investono il suo giornale, l'Osservatore romano, e la Segreteria di Stato vaticana del cardinal Bertone.
Tanto sono insistite le critiche che nelle Sacre Stanze c'è chi intravede in tutta l'operazione un «attacco» in pieno stile alla gestione di Bertone, per interposta persona del direttore del giornale vaticano Gian Maria Vian. Attacco che, però, rischia di lambire il Papa. Sin dall'inizio. Sin da quando il cardinal Ruini intervenne, con insolita smentita, per contestare il primo di una serie di articoli del Foglio, il 23 gennaio, nel quale si sosteneva che il porporato avrebbe discusso dei presunti «mandanti» vaticani delle dimissioni dell'ex direttore di Avvenire appunto con il Papa.
Solo pochi giorni prima, il 20 gennaio, lo stesso Ruini aveva ricevuto a pranzo il Presidente del Consiglio Berlusconi. Incontro riservato da cui filtrò solo che l'ex presidente della Cei e il premier avevano affrontato il tema del ruolo dei cattolici alle Regionali e l'ipotesi di un apparentamento tra il Pdl (che quella sera teneva un ufficio di presidenza sul tema) e l'Udc. Passano pochi giorni e, a partire dal 22 gennaio, sul 'Foglio' di Giuliano Ferrara - storico estimatore del cardinal Ruini - appaiono una serie di articoli che criticano la timidezza dei cattolici nelle varie diocesi del Lazio di fronte alla candidatura della radicale Bonino. Ma anche la timidezza del giornale dei vescovi Avvenire, non più guidato da Boffo.
Negli stessi giorni in cui criticava i cattolici 'timidi', il giornale diretto da Giuliano Ferrara ha continuato, intanto, a battere sul tasto dell'affaire Boffo. Arrivando a chiedere le dimissioni di Vian e a suggerire che a capo della macchinazione anti-Boffo ci sarebbe il suo superiore, il Segretario di Stato. I 'rumors' si sono poi allargati a macchia d'olio sugli altri quotidiani. E, dopo aver preso in considerazione l'ipotesi di una smentita, la Segreteria di Stato ha deciso di soprassedere.
Meglio non alimentare il fuoco mediatico. Meglio rinunciare, almeno per ora, alle querele. Bertone è intervenuto ad una messa pubblica accanto a Vian a riprova del rapporto di fiducia che intercorre. Punto.
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