6 aprile 2020
Aggiornato 02:00
Avvenuto a Roma il 7 agosto del 1990

Delitto di via Poma, al via processo per l'ex fidanzato Busco

L'imputato sarà in aula. Il comune chiede di costituirsi parte civile

ROMA - E' iniziato il processo per l'omicidio di via Poma, avvenuto a Roma il 7 agosto del 1990. Davanti ai giudici della terza Corte d'assise, nell'aula bunker di Rebibbia, l'imputato Raniero Busco, fidanzato all'epoca dei fatti con la vittima, Simonetta Cesaroni. La ragazza fu trovata cadavere nell'ufficio in cui lavorava.

La madre, Anna Di Giambattista, diversamente da quanto era stato annunciato nei giorni scorsi, non è presente qui oggi. «L'ho cercata - ha detto l'avvocato di parte civile, Lucio Molinaro - ero convinto che venisse stamani, penso non se la sia sentita».

Presidente della Corte è il giudice Evelina Canale, quello a latere Paolo Colella, lo stesso che ha giudicato l'assassino di Giovanna Reggiani, il romeno Nicolae Romulus Mailat. La giuria è completata da sei giudici popolari.

Il Comune di Roma ha chiesto, all'avvio dell'udienza, di costituirsi parte civile. L'avvocato Andrea Magnanelli, per il Campidoglio, ha spiegato nel suo intervento che l'amministrazione chiede l'accertamento della verità per un fatto che ha colpito molto la città.

La Procura, rappresentata in aula dal pm Ilaria Calò, è arrivata a formalizzare l'accusa per Busco quasi per esclusione. Quando l'inchiesta è stata di fatto riaperta dal pm Roberto Cavallone tutti i vecchi reperti sono stati presi nuovamente in esame e rianalizzati con le moderne tecnologie. A quel punto è saltata fuori una traccia di Dna, dovuta a saliva, sul reggiseno che indossava Simonetta nel momento in cui venne uccisa. Ulteriori verifiche su una traccia di sangue sulla porta dell'ufficio di via Poma non hanno dato elementi certi per l'accusa. Il difensore di Busco, l'avvocato Paolo Loria, aveva spiegato, in occasione del rinvio a giudizio del suo assistito, di ritenere paradossale l'imputazione per Busco: «Lui non aveva nessuna ragione per ucciderla, il processo lo dimostrerà».

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