Alfano: piano carceri su 4 pilastri
«Domiciliari per i fine pena a meno un anno e 2000 nuovi agenti di polizia penitenziaria»
ROMA - Quattro «pilastri» per reggere il piano con cui il governo intende far fronte all'emergenza carceri, che «ieri sera hanno toccato il record di presenze, con 64.640 detenuti». Ad annunciarlo, in conferenza stampa a palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il quale ha subito reso noto che lo stato d'emergenza chiesto ieri per il sistema penitenziario è stato condiviso dal Cdm e si protrarrà «fino al 31 dicembre di quest'anno».
Gli oltre 1600 nuovi posti detenuti creati negli ultimi 18 mesi, infatti, «non sono stati sufficienti» per reggere l'urto dei 700 nuovi carcerati che entrano ogni mese nelle strutture Entro quella data, ha detto il ministro, «saranno costruiti 47 nuovi padiglioni» nelle vecchie carceri, utilizzando, ha specificato Berlusconi, il «modello dell'Aquila, ovvero 3 turni di lavoro, sistema che consente di realizzare in 20 giorni quello che di solito richiede 2 mesi». A partire dal 2011, poi, verranno realizzate tutte le altre strutture previste dal piano del prefetto Franco Ionta, capo del Dap e commissario straordinario per l'emergenza.
Non solo: per combattere il sovraffollamento, nell'attesa che si rendano disponibili i nuovi posti letto definitivi, verranno create, secondo il ministro, «quarantasette strutture temporanee» per accogliere i detenuti in attesa di nuovi istituti. Alla fine di tutto il piano, secondo i numeri del ministero, verranno predisposti 21.709 nuovi posti nei penitenziari italiani e assunti 2000 nuovi agenti di polizia penitenziaria. Il tutto pagato con gli oltre 500 milioni di euro messi a disposizione del piano carceri dall'ultima finanziaria.
Ancora, a breve, sempre nell'ambito del piano carceri, verrà presentato un ddl in due aticoli: il primo introduce la possibilità della detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua, mentre l'altro prevede la messa alla prova delle persone imputabili per reati fino a tre anni, che così potranno «svolgere lavori di pubblica utilità», con conseguente sospensione del processo.
Questa che ci accingiamo a compiere - è stato il commento finale del Guardasigilli - è una missione che non ha precedenti nella storia della Repubblica, perchè si vuole risolvere il problema del sovraffollamento carcerario non ricorrendo all'ennesima amnistia o indulto ma volendo dare dignità a chi deve, comunque, scontare una pena».
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