12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Religione & Società

«Alcuni maestri di fede presuntuosi non trovano Dio»

Il Papa: «I credenti in Gesù Cristo sembrano essere sempre pochi»

CITTÀ DEL VATICANO - Non fa esplicito riferimento a teologi o vescovi, il Papa, ma sembra rivolgersi ad alcuni di loro quando, nel corso della messa a San Pietro per l'Epifania, si domanda: «Che cosa manca a coloro che restano indifferenti, a coloro che indicano la strada ma non si muovono?».
Benedetto XVI è partito dagli eventi narrati nel Vangelo al momento dell'omaggio reso dai re Magi a Gesù bambino, per rilevare che «anche se i pochi di Betlemme sono diventati molti, i credenti in Gesù Cristo sembrano essere sempre pochi. Molti hanno visto la stella, ma solo pochi ne hanno capito il messaggio».

«Possiamo allora chiederci: qual è la ragione per cui alcuni vedono e trovano e altri no? Che cosa apre gli occhi e il cuore? Che cosa manca a coloro che restano indifferenti, a coloro che indicano la strada ma non si muovono?», ha domandato Benedetto XVI. «Possiamo rispondere: la troppa sicurezza in se stessi, la pretesa di conoscere perfettamente la realtà, la presunzione di avere già formulato un giudizio definitivo sulle cose rendono chiusi ed insensibili i loro cuori alla novità di Dio. Sono sicuri dell'idea che si sono fatti del mondo e non si lasciano più sconvolgere nell'intimo dall'avventura di un Dio che li vuole incontrare. Ripongono la loro fiducia più in se stessi che in lui e non ritengono possibile che Dio sia tanto grande da potersi fare piccolo, da potersi davvero avvicinare a noi.

Alla fine - ha aggiunto il Papa teologo - quello che manca è l'umiltà autentica, che sa sottomettersi a ciò che è più grande, ma anche il coraggio autentico, che porta a credere a ciò che è veramente grande, anche se si manifesta in un Bambino inerme. Manca la capacità evangelica di essere bambini nel cuore, di stupirsi, e di uscire da sé per incamminarsi sulla strada che indica la stella, la strada di Dio».