16 ottobre 2019
Aggiornato 01:30
Religione & Società

Papa: le Università formino «Veri operatori di carità intellettuale»

«da essi dipende largamente il futuro della società, soprattutto nell'elaborazione di una nuova capacità progettuale»

CITTÀ DEL VATICANO - Papa Benedetto XVI ha celebrato questa sera nella Basilica di San Pietro i vespri insieme agli universitari romani, esortando, a conclusione del suo discorso agli studenti, tutte le università ad essere «luoghi di formazione di autentici operatori della carità intellettuale», perché «da essi dipende largamente il futuro della società, soprattutto nell'elaborazione di una nuova sintesi umanistica e di una nuova capacità progettuale».

In una lezione dedicata alla «Sapienza», «figura centrale nei libri dei Proverbi, della Sapienza e del Siracide», il pontefice a ha ricordato che un «professore cristiano, o un giovane studente cristiano, porta dentro di sé l'amore appassionato per questa Sapienza! Legge tutto alla sua luce; ne coglie le tracce nelle particelle elementari e nei versi dei poeti; nei codici giuridici e negli avvenimenti della storia; nelle opere artistiche e nelle espressioni matematiche». E' per questo, ha aggiunto, che davanti alla domanda se «serva davvero studiare» o se sia addirittura «nocivo, controproducente per conoscere la verità», la «storia di duemila anni di cristianesimo» suggerisca di «studiare, di approfondire le conoscenze», mantenendo però, «un animo da 'piccoli', uno spirito umile e semplice».