12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Il PM Comodi: «non faremo ricorso in appello»

Amanda: «Nessuno crede in me». Sollecito «molto provato»

Sorveglianza aumentata per i condannati. Amanda ha passato la notte piangendo: «Perché nessuno mi crede?»

PERUGIA - L'avvocato Luca Maori, dopo aver incontrato Raffaele Sollecito in carcere ha chiesto all'amministrazione carceraria massima attenzione e massima assistenza psicologica per il suo assistito. Afferma il legale: «Il ragazzo ha passato la notte in bianco disperandosi per la sentenza. Si chiede in continuazione: 'Ma cosa ci faccio io qui, io non ho ucciso nessuno'». Maori ha cercato di rincuorarlo ribadendogli che questa sentenza «è il primo gradino per ribaltare la sentenza in appello». Ulteriore preoccupazione per Sollecito anche per quanto riguarda la situazione di convivenza in cella: la sta dividendo con un condannato per reati sessuali.

AMANDA: «NESSUNO MI CREDE» - Notte insonne in carcere anche per Amanda Knox dopo la sentenza di condanna a 26 anni per l'omicidio di Meredith Kercher. Secondo i suoi legali la ragazza americana ripeterebbe sistematicamente questa frase: «Nessuno crede in me, io ho sempre detto la verità». Un forte sostegno ad Amanda proviene dalla solidarietà delle compagne di cella.

La corte d'Assise di Perugia questa notte ha condannato l'americana Amanda Knox a 26 anni e Raffaele Sollecito a 25 anni di reclusione per l'omicidio della ragazza inglese Meredith Kercher avvenuto due anni fa.

LA FAMIGLIA DI MEZ - La sentenza della Corte d'Assise, dice la famiglia Kercher, ha «messo un punto a questo caso molto complicato», ma il fratello di Meredith, Lyle, ha aggiunto che «non è il momento di celebrare un trionfo perché ci sono tre giovani in prigione e comunque mia sorella non tornerà in vita. Non siamo investigatori ma abbiamo fiducia nella giustizia italiana e quindi ci rimettiamo alla sentenza». E la sorella della vittima, Stephanie: «È stata fatta un po' di giustizia per noi e per lei, ma la nostra vita non sarà più la stessa. Il vuoto lasciato da Meredith è molto grande».

PM: NO RICORSO - Soddisfazione è stata espressa anche dal pm Manuela Comodi, che aveva chiesto l'ergastolo per i due imputati: «È una decisione che intendiamo rispettare. Riconosce la colpevolezza degli imputati per tutti i reati che gli sono stati contestati». Il magistrato ha annunciato che la Procura non intende appellare «una sentenza che già dal dispositivo dimostra equilibrio» e ha spiegato che ai due imputati è stata riconosciuta l'aggravante della violenza sessuale, «seppure materialmente commessa da Rudy Guede».

LUMUMBA: HO SENTITO UNA SPERANZA - Sabato ha parlato anche Patrick Lumumba, il congolese finito in carcere nella prima fase delle indagini in base alle dichiarazioni di Amanda Knox (che proprio per averlo calunniato è stata condannata a un anno di carcere in più rispetto a Sollecito e al risarcimento): «Nella mia mente sono rimasto in prigione, ma in questa sentenza ho sentito dentro di me una speranza che mi aiuta a uscire da questa situazione. Non è così bello vedere qualcuno condannato, quindi posso capire le ragioni di Amanda, anche se mi ha fatto del male. E per questo venerdì sera non ho voluto parlare con i giornalisti: non mi veniva da parlare, per rispetto».