20 ottobre 2019
Aggiornato 18:30
Regionali. Il «caso Cosentino»

Cosentino da Berlusconi: «Non mollo». Ma Pdl spera in ritiro

Fini non cambia idea. A decidere sarà ufficio presidenza partito

ROMA - Un incontro di mezz'ora con Silvio Berlusconi, per proclamare - carte processuali alla mano - la sua innocenza e per assicurare che la sua candidatura in Campania non è ritirata. Nicola Cosentino tiene il punto, nonostante la richiesta d'arresto a suo carico per collusione con la mafia e nonostante il «no» netto espresso da Gianfranco Fini. Ma il premier si limita a «prendere atto», per usare le parole dello stesso Cosentino, e autorevoli fonti del Pdl spiegano che la decisione sul candidato del centrodestra «sarà presa dall'ufficio di presidenza».

RESTA LA CONTRARIETÀ DI FINI - Un modo per prendere tempo, spiegano dal partito, per evitare che la rinuncia di Cosentino sia conseguenza diretta e immediata dall'atto della magistratura. Nè «il garantista Berlusconi», fanno notare le stesse fonti, poteva essere lui a imporre il passo indietro al sottosegretario all'Economia. Di sicuro, resta la contrarietà di Fini: «Non è certo il tipo da cambiare idea da un giorno all'altro», spiegano dal suo entourage. E anche il finiano Fabio Granata ribadisce: «Noi manteniamo l'assoluta convinzione che la candidatura Cosentino sia del tutto incompatibile e a questo punto inopportuna». E sempre Fini, ieri in televisione, aveva assicurato: «Posso garantire che Berlusconi condivide l'inopportunità di candidare Cosentino e non sarà candidato, il che naturalmente non vuol dire che è colpevole».

«PER IL BENE DEL PARTITO» - Insomma, quello che tutti si aspettano è che Cosentino prima o poi annunci il ritiro. Magari più in là nel tempo, magari «per il bene del partito», ma la strada sembra segnata, probabilmente prima ancora dell'ufficio di presidenza del Pdl che metterà nero su bianco le candidature. D'altronde, si fa notare, Berlusconi si è guardato bene dal sostenere apertamente la candidatura Cosentino, lasciando appunto la decisione all'organo politico del partito.