27 gennaio 2021
Aggiornato 14:30
Nel PD scoppia in nuovo caso Binetti

Omofobia: la Camera boccia la legge, Arcigay in piazza

In aula la maggioranza insieme all'Udc aveva chiesto un rinvio in Commissione di un testo che raccoglieva parecchie perplessità

ROMA - L'Aula della Camera ha 'bocciato' la legge sull'omofobia. La maggioranza ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'Udc al testo sull'omofobia. Non si procederà quindi all'esame del provvedimento che inseriva tra le aggravanti i fatti commessi «per finalità inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato». E nel Pd scoppia un nuovo caso Binetti: la deputata, unica nel Pd, ha votato contro l'indicazione del suo gruppo parlamentare nell'esame in Aula della legge sull'omofobia.

Lo 'stop' alla legge porta immediatamente in piazza l'Arcigay che ha dato appuntamento per le 21 davanti palazzo Montecitorio. «Ci sentiamo traditi e derisi. E' troppo difficile per i nostri Parlamentari essere coerenti e far seguire i fatti alle parole? Rivolgiamo a tutta la comunità gay e alla città l'appello alla mobilitazione. Alle 21 ci troveremo tutti in piazza Montecitorio, per esprimere la nostra indignazione verso questo voto», afferma il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo annunciando l'iniziativa.

In aula a Montecitorio la maggioranza insieme all'Udc aveva chiesto un rinvio in Commissione di un testo che raccoglieva parecchie perplessità e in Comitato dei nove si era raggiunto un accordo in questo senso. Tuttavia, una volta in Aula, il Pdl ha cambiato idea e ha votato per il proseguimento dell'esame e l'immediata votazione della pregiudiziale di costituzionalità.

Nel corso della discussione, la maggioranza era stata battuta in Aula alla Camera sulla richiesta di rinviare il testo in Commissione. La proposta portata in Aula dal presidente della Commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, è stata infatti bocciata.

«Se il Pd avesse votato con noi il rinvio in Commissione probabilmente in poco tempo avremmo riportato in Aula un testo condiviso e non una bandiera politica come voi volevate fare», ha sottolineato Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati Pdl.

«La disposizione - si legge nella questione pregiudiziale a prima firma di Michele Vietti approvata dall'Aula - viola il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l'inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall'articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all'orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo ecc.».

Inoltre per la pregiudiziale di costituzionalità «non essendo possibile accertare nell'interiorità dell'animo l'autentico movente che spinge alla violenza, ne conseguirebbe che chi subisce violenza, presumibilmente per ragioni di orientamento sessuale, riceverebbe una protezione privilegiata rispetto a chi subisce violenza tout court».