18 giugno 2021
Aggiornato 17:00
Allarme cocaina

per Cnr 1 mln italiani sniffano almeno una volta

Sono trecentomila consumatori abituali: molti tra i 15 e 35 anni

ROMA - Un milione di persone sniffano cocaina almeno una volta l`anno, altre 300 mila gli abituali. Maggiori prevalenze fra i 15-35 anni, i maschi e i disoccupati. Quasi tutti consumano anche altre sostanze e, dopo l`assunzione, si mettono alla guida. È il quadro, allarmante, illustrato oggi a Roma, presso l`Aran Park Hotel, nel corso del Convegno Nazionale sulla cocaina da Sabrina Molinaro, ricercatrice dell`Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) e responsabile delle indagini epidemiologiche Ipsad (Italian Population Survey on Alcool and Drugs) ed Espad (European school project on alcohol and other drugs), effettuate dall`Istituto nell`arco di sette anni.

«Se nel 2001 gli italiani che avevano fatto uso di cocaina almeno una volta nel corso dell`anno erano poco più di 400.000 (l`1% della popolazione residente fra i 15 ed i 64 anni) si stima che nel 2008 tale numero sia cresciuto fino a raggiungere il 2,2% e dunque circa un milione di persone», spiega Molinaro. «È invece stabile, in tutte le indagini effettuate dal 2001 ad oggi, la percentuale di persone che assumono sistematicamente, pari allo 0,7%, cioè circa 300 mila persone».

Seppur le prevalenze più alte si registrino «fra i giovani tra i 15-35 anni, che hanno visto aumentare i consumi dall`1,7% dei rispondenti del 2001 al 3,3% del 2008, l`incremento maggiore in questo arco di tempo si è evidenziato fra i 35-44enni. In questa fascia d`età coloro che hanno sperimentato la sostanza sono decuplicati: dallo 0,1% nel 2001 all`1% dei rispondenti nel 2008», prosegue la ricercatrice Ifc-Cnr.

«Le regioni dove la sostanza registra prevalenze di consumo maggiori sono Lombardia (3,4% dei residenti fra i 15 ed i 64 anni), Lazio (3,2%) Piemonte (3%) Liguria (2,6%)», precisa Molinaro. Per quanto riguarda i sessi, «sono in maggioranza i maschi, circa il doppio rispetto alle donne: sia per ciò che riguarda i consumatori frequenti (1,1% uomini, 0,5% donne), sia per quanto riguarda il consumo occasionale, dove gli uomini registrano una prevalenza d`uso che cresce dall`1,8% dei 15-64enni intervistato nel 2001 al 3,4% del 2008, mentre le donne passano dallo 0,7% all`1,5%».

Interessante anche l`analisi effettuata dall`Ifc-Cnr per categorie professionali. «Nel 2008 il primato va ai disoccupati: il 5% dei partecipanti allo studio senza lavoro riferisce uso nel corso del 2008; seguono artigiani (3,9%), commercianti (3,2%) e operai (3%), imprenditori e dirigenti (2,8%), studenti (2,6%), impiegati (1,5%) e, sotto l`1%, casalinghe e pensionati. La classifica è quindi del tutto invertita rispetto al 2001 e al 2003, quando erano manager e titolari di azienda quelli con prevalenze maggiori».

Per quanto concerne poi le modalità di assunzione, «la via di consumo d`elezione è l`inalazione, ma circa i due terzi di coloro che inalano cocaina la fumano anche nelle sigarette, esiste poi una minoranza (1,2%) di soggetti che assume la sostanza per via endovenosa, inalata e fumata». Con costi che nel 40% dei consumatori che hanno partecipato all`indagine nel 2008 è stato superiore ai 100 euro nell`ultimo mese.

La maggior parte di coloro che consuma cocaina fa uso anche di altre sostanze: il 74% fuma sigarette quotidianamente, l`85% cannabis saltuariamente. «Un dato costante dal 2001», commenta la ricercatrice del Cnr, «mentre è aumentato dal 10% al 15% tra il 2003 e oggi l`uso di eroina da parte dei consumatori di cocaina». Frequente anche la combinazione con l`alcool: tra i forti bevitori il consumo di cocaina è 15 volte più diffuso che nella popolazione media.

Molti i comportamenti a rischio attuati in concomitanza dell`uso di questa sostanza, nonostante l`ammissione degli effetti deleteri che essa provoca. Sostanzialmente la totalità dei consumatori (99%) ha guidato l`auto dopo aver assunto cocaina, e tra di essi la maggioranza (il 42%) ammette di averlo fatto una decina di volta nel corso dell`anno e il 34% addirittura abitualmente, mentre solo il 25% riferisce di averlo fatto solo in casi eccezionali.

«Il 56% dei soggetti che riferisce un consumo frequente dichiara di aver riscontrato una diminuzione nel proprio rendimento lavorativo a causa dell`uso della sostanza, il 68% è rimasto coinvolto in incidenti stradali, il 55% ha avuto incidenti domestici o ferimenti, il 38% problemi giudiziari, il 30% esperienze sessuali di cui si è pentito», conclude la ricercatrice. «I luoghi pubblici sono indicati dai consumatori come quelli dove è più facile reperire la sostanza, con una diversità tra i due generi: i maschi prediligono la strada e i parchi (50%) mentre le donne soprattutto i bar e la discoteca (40%). Il 2% dei consumatori riferisce di comprarla su internet».