16 gennaio 2021
Aggiornato 19:00
Inchiesta Bari sanità

D'Alema: «Tarantini mi fu presentato ma fra noi mai alcun rapporto»

L'ex Premier a Libero: «Benvenga lavoro Pm, scopriranno la montatura»

ROMA - Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore pugliese al centro delle inchieste baresi su tangenti, squillo e cocaina, fu presentato a Massimo D'Alema a Ponza da un comune amico barese in occasione di un week end in barca dell'ex Premier con la sua famiglia. Nulla più che una presentazione e al massimo una stretta di mano, senza «mai» successivi rapporti di lavoro o interessi comuni. Lo racconta lo stesso D'Alema in una intervista a Libero, il quotidiano che ieri aveva contestato a D'Alema l'affermazione di non aver mai conosciuto Tarantini.

«Moratoria per le mie gite in barca» - «Libero - dice D'Alema direttamente al quotidiano diretto da Maurizio Belpietro - mi ha sottoposto a un pesante attacco. E ho deciso di fare questa intervista. Se il Presidente del Consiglio si fosse comportato come me con le domande di Repubblica, forse questa vicenda avrebbe preso un'altra piega. Mi pare ci siano due pesi e due misure: per Berlusconi si chiede serenità, ora mi aspetto una moratoria per le mie gite in barca...».

Incontri organizzati dal PD - Una seconda volta, secondo Libero, D'Alema avrebbe incontrato Tarantini: una cena elettorale a Bari. «Sì - dice l'ex Premier- anche questo è possibile, accade normalmente. Andavo, salutavo e me ne andavo. Forse dovevo fare indagini prima? E poi gli incontri erano organizzati tutti dal Pd, non da «amici di D'Alema»».

Montatura - In ogni caso, D'Alema rinnova tranquillità e serenità rispetto alle inchieste di Bari per gli sviluppi che potrebbero avere con riguardo a lui. «Nessuno ha più interesse di me a che si faccia chiarezza su ogni aspetto di queste vicende. Sono fiducioso che alla fine i polveroni si diraderanno ed emergeranno responsabilità e verità. Si scoprirà - dice l'ex Premier - che tutte le 'rivelazioni' su di me sono tutte una montatura».