16 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
Ancora tensioni nelle carceri italiane

Carceri, agenti aggrediti a Rossano, Rebibbia e Saluzzo

Il Sappe invia telegrammi a Berlusconi, Schifani, Fini, Alfano

ROMA - Ancora tensioni nelle carceri italiane e il Sappe, il sindacato autonomo polizia penitenziaria, denuncia: agenti aggrediti a Rossano, in Calabria, Roma Rebibbia e a Saluzzo, in Piemonte. Per questo il sindacato ha inviato un telegramma al premier Silvio Berlusconi, ai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, e al ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, di fronte alle «ultime aggressioni ad agenti di polizia penitenziaria da parte di detenuti nelle carceri di Rossano, Roma Rebibbia e Saluzzo», ha rivolto oggi un appello al presidente del Consiglio, ai presidenti di Senato e Camera e al ministro della Giustizia perché la «sempre più critica e drammatica situazione penitenziaria e la conseguente mancanza assunzione di concreti provvedimenti da parte di governo e amministrazione penitenziaria non ricada pericolosamente, silenziosamente ed esclusivamente sulle donne e gli uomini della polizia penitenziaria, che il carcere ed i suoi disagi lo vivono tutti i giorni, sulla propria pelle e nella prima linea delle sezioni ».

Il Sappe sottolinea che la popolazione detenuta continua a crescere: siamo a quota 64mila a fronte di 42mila posti letto mentre - fa osservare Capece - gli appartenenti al Corpo penitenziario continuano a diminuire ogni anno di 800-1.000 unità, per ragioni fisiologiche, senza essere adeguatamente sostituiti. Ne deriva - continua il Sappe - che «negli ultimi cinque anni, sono state perse di forza circa 5.000 unità, assolutamente non compensate dall'immissione in servizio degli agenti già volontari nelle forze armate, certamente inferiori nel numero alle effettive esigenze».

«In più - prosegue Capece - le aggressioni ad agenti stressati e sotto-organico da parte di detenuti presenti nei penitenziari italiani in numero ben oltre il massimo tollerabile si ripetono con inaccettabile quotidianità». Per questo il Sappe «ritiene imprescindibile per il governo e il Parlamento l'assunzione concreta di impegni in materia di aumento di organico del corpo di polizia penitenziaria e di riforma sostanziale del sistema carcerario nazionale».