25 ottobre 2020
Aggiornato 04:00
Politica. Elezioni regionali 2010

Cesa: «No accordi nazionali né con Pdl, né con Pd»

«Udc sceglierà in base agli uomini e ai programmi»

ROMA - «E' un dibattito che non ci appassiona e che non ci riguarda. Se la stanno suonando e cantando da soli. Alle Regionali non faremo alcun accordo a livello nazionale né con il Pdl né con il Pd». Il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa, interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it, risponde al coordinatore del Pdl Ignazio La Russa, che aveva posto tre condizioni per un'alleanza con i centristi alle regionali del 2010.

«Sceglieremo in base agli uomini e ai programmi, che dovranno mettere al centro alcune questioni che ci stanno a cuore: un sostegno serio alla famiglia, cosa che non sta avvenendo a livello nazionale, e un piano programmatico che vareremo a ottobre Regione per Regione sulle questioni che interessano davvero i cittadini. Quindi su questi temi apriremo un confronto», spiega Cesa.

«Naturalmente restiamo critici su questo bipartitismo, che non ci piace perché è condizionato fortemente da due partiti populisti: Di Pietro da una parte e la Lega dall'altra. Questo è un sistema che non ci interessa e che non può produrre nulla di buono per il Paese».

Sarà possibile vedere al Nord l'Udc e la Lega insieme? «La vedo abbastanza difficile... faremo delle assemblee regionali e come sempre daremo ampio mandato ai nostri comitati locali di decidere. Ma credo che sia veramente difficile, anche alla luce del dibattito di questi giorni. In pochi mesi il Carroccio è stato capace solo di sferrare attacchi gratuiti, ultimo quello al Vaticano, e di formulare proposte offensive del sentimento nazionale e dei valori condivisi nel nostro Paese: ritiro dall'Afghanistan, bandiere e inni regionali, test di dialetto per i professori... ogni giorno ce n'è una. Berlusconi ha il dovere nei confronti dei cittadini di fermare questa deriva anti-italiana e intollerante verso gli immigrati: si risparmi il viaggio da Gheddafi, che accoglie un attentatore sanguinario come un eroe nazionale, e riporti il dibattito politico italiano sui giusti binari», conclude Cesa.