15 novembre 2019
Aggiornato 15:30
Convegno Rete NATURA 2000 nelle Marche

La rete marchigiana che salva la biodiversità dell’Europa

Per valutare lo stato di attuazione del più importante progetto per la conservazione della natura dell’Unione Europea

Si chiama «NATURA 2000» la Rete Ecologica Europea che rappresenta il più importante progetto di conservazione per la natura e la tutela della biodiversità che interessa l’intero territorio dell’Unione Europea.

E’ ormai accertata e condivisa la relazione esistente tra la conservazione della biodiversità e il benessere dell’uomo per gli indubbi benefici che ricaviamo dai servizi resi dagli ecosistemi naturali. Conservare la Natura consente infatti di mantenere l’equilibrio climatico del pianeta, assicura la disponibilità di cibo e acqua potabile, fornisce principi attivi per farmaci ed è fondamento per le nostre attività ricreative ed ispirazione per l’arte, la musica e la poesia. La qualità della nostra vita non sarebbe la stessa senza orsi, coccinelle, civette, rospi, lupi, camosci e gli ambienti naturali dove vivono.

Per l’Assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani, «la rete dei 109 siti di NATURA 2000, insieme alle 11 aree protette tra Parchi e Riserve Naturali, rappresenta il più importante progetto per la conservazione della Natura nelle Marche, come per tutta Europa. Queste aree naturali protette rappresentano i nodi principali della Rete Ecologica Regionale in fase di realizzazione, la Regione Marche conferma in questo modo il suo impegno per la conservazione della Natura».

Per Stefano Leoni, Presidente Nazionale del WWF Italia, «la Regione Marche ha già fatto sicuramente molto per concretizzare la Rete Natura 2000, serve però oggi un impegno ancora maggiore se vogliamo contrastare in modo efficace la perdita di biodiversità a livello regionale, nazionale ed europeo. Alla vigilia del 2010, Anno Internazionale della Biodiversità, WWF e LIPU chiedono alle Marche, come alle altre Regioni e al Governo nazionale, maggiori risorse economiche per assicurare più personale qualificato, più ricerca scientifica, più monitoraggio, più vigilanza, più progetti sul campo per la conservazione e la valorizzazione sostenibile dell’immenso patrimonio naturale ricompreso oggi nella Rete Ecologica Europea NATURA 2000».

In Italia la Rete NATURA 2000 è costituita da 2.872 aree, di cui 109 ricadono in territorio marchigiano. Lo scopo fondamentale di questa diffusa Rete di aree protette è proprio la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatica, ai fini della salvaguardia della biodiversità, tramite l’individuazione e la gestione di una serie di siti: le Zone di Protezione Speciale (ZPS), previste dalla Direttiva «Uccelli», e le Zone Speciali di conservazione (ZSC) previste dalla Direttiva «Habitat».

In Italia si contano 2283 SIC (Siti di Interesse Comunitario) e di 589 ZPS (Zone di Protezione Speciale) che coprono circa il 19% del territorio nazionale, nelle Marche sono presenti 80 SIC e 29 ZPS, per una superficie complessiva di 136.888 ha, tenuto conto delle superfici condivise da SIC e da ZPS, pari al 14% della superficie regionale.

Delle 109 aree individuate 11 sono localizzate sulla costa, 17 in ambito collinare e le rimanenti 81 nell’area montana.

Nella Rete marchigiana sono stati censiti 51 Habitat di cui 13 sono considerati prioritari dall’Unione Europea per la conservazione della biodiversità nell’intero continente. La rete si connette ed in parte si sovrappone alle 11 Aree Protette (Parchi e Riserve Naturali) istituite nelle Marche, per un totale di 88.759 ha circa, il rapporto tra la superficie dei siti Natura 2000 rispetto a quella della aree protette è leggermente superiore al 50% circa.

Mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente gli habitat e le specie animali e vegetali presenti nella Rete NATURA 2000 è un obbligo per tutti i 27 Paesi dell’Unione Europea e per tutte le Regioni italiane, a cui lo Stato ha delegato la gestione dei siti.

NATURA 2000 rappresenta però anche una grande opportunità di sviluppo economico e sociale per i territori interessati dalla presenza dei suoi siti, che hanno priorità nell’accesso ai fondi che l’Unione Europea destina all’agricoltura, attraverso i Programmi di Sviluppo Rurale, e al turismo, attraverso i Fondi Strutturali dei POR 2007 – 2013 (il Programma Operativo Regionale per lo sviluppo economico e la competitività dei territori). Verificare lo stato di attuazione di Rete NATURA 2000 per una Regione è pertanto fondamentale per evitare procedure d’infrazione con una sostanziale riduzione dei contributi che l’Unione Europea assicura per lo sviluppo economico regionale.

Per questo si sono riuniti oggi presso la Sala Raffaello della Regione Marche, su iniziativa dell’Assessorato Ambiente, WWF e LIPU, i soggetti gestori dei siti Natura 2000 marchigiani (Enti Parco, Province, Comunità Montane) insieme al mondo accademico per un primo bilancio sullo stato di attuazione della Rete Ecologica Europea. Accanto ad alcune importanti azioni avviate dalla Regione Marche, tra cui l’individuazione di tutti i 109 siti oggi censiti e cartografati con le informazioni rese disponibili a tutti gli interessati sulle pagine del sito WEB dell’Assessorato Ambiente e la realizzazione di studi ed indagini condotte dalle Università marchigiane per il monitoraggio dei territori interessati, sono emerse anche significative lacune e ritardi che WWF e LIPU auspicano possano essere recuperate rapidamente. Ad oggi infatti su 109 siti solo 28 hanno un piano di gestione redatto, nessuno dei quali risulta però essere ancora ufficialmente adottato e pertanto vigente. Solo in 21 siti pilota è stato avviato un monitoraggio degli habitat e delle specie, non è prevista al momento nessuna regolamentazione dell’eventuale prelievo di specie animali e vegetali, non viene regolamentata  l’eventuale reintroduzione di specie locali e/o l’introduzione di specie non locali. In diverse aree inoltre sono proposti progetti che rischiano di compromettere la conservazione del patrimonio naturale presente, spesso a causa di valutazioni tecniche dei progetti non adeguatamente approfondite. Tra le principali minacce segnalate dal WWF e dalla LIPU durante l’incontro la realizzazione di un radar meteorologico da parte della Protezione Civile nel Comune di Sarnano, in località Punta del Ragnolo identificata come area SIC e ZPS nella Rete NATURA 2000 e la realizzazione non pianificata e controllata di impianti eolici ai confini con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Tra le azioni positive intraprese dalla Regione Marche si deve segnalare l’attivazione della misura del PSR per le indennità NATURA 2000 che permettono di compensare gli agricoltori per i maggiori costi e i mancati redditi derivanti dall’applicazione delle misure di conservazione dei siti Natura 2000. La Regione Marche è una della 4 Regioni ad aver attivato questa misura, insieme al Lazio, Friuli Venezia Giulia e Veneto, con uno stanziamento di 4.550.000 euro per il periodo 2007 – 2013. Analoga misura è stata attivata dalle Marche, insieme al Lazio, per le aree forestali.