9 dicembre 2019
Aggiornato 05:00

Maroni: «nessuna sanatoria per le badanti»

«Nemmeno Berlusconi potrebbe firmarla»

ROMA - «In Italia sono già in vigore da anni norme che puniscono il lavoro nero, sia il lavoratore che il datore, soprattutto se lo compie un clandestino». Così il ministro dell'Interno Roberto Maroni, a margine di una conferenza stampa al Viminale, è tornato sul tema delle badanti e delle colf clandestine che verrebbero punite dal nuovo Ddl sicurezza.

«Se domani una badante, che oggi è libera, sarà presa e sbattuta in carcere - ha continuato Maroni - io dico che già oggi chi svolge un lavoro in nero ed è irregolare viene punito: l'unica differenza è la sanzione penale, che non è il carcere nè un deterrente della sanzione amministrativa, ma la possibilità di espulsione dall'Italia su decisione del Giudice di pace, che così si raddoppia. Le sanzioni contro i clandestini e contro il lavoro nero - ha ribadito - ci sono da anni».

Maroni si è quindi detto «contrario a sanatorie generalizzate perchè non si possono fare per una categoria di lavoratori rispetto ad altri: non intendo sostenere una sanatoria per i clandestini, che siano badanti o altro».

Il ministro ha ancora sottolineato che la sanatoria è «fortemente sconsigliata dal patto europeo Immigrazione e asilo 2008, che non ha valenza giuridica ma politica: per questo penso che neanche Berlusconi, che ha firmato il patto, potrà sostenere una sanatoria. Dopodichè - ha concluso - se vogliamo fare una riflessione sull'aiuto alle famiglie va benissimo ma non si può dire che il problema è il Ddl perchè questo aggiunge uno strumento in più a norme che già ci sono».