24 agosto 2019
Aggiornato 18:00
SICUREZZA

Fronda nel Pdl su badanti, ipotesi blitz parlamentare

Governo consiglia rinvio dopo G8, si pensa a intervento su flussi

ROMA - La 'fronda' di alcuni deputati del Pdl, capitanati da Fabio Granata, contribuisce a far crescere la tensione sul caso badanti. Quattro deputati del Popolo delle libertà (oltre a Granata, Flavia Perina, Alessandra Mussolini ed Emerenzio Barbieri), promettono infatti un intervento legislativo per evitare che le norme del pacchetto sicurezza mettano fuori legge le colf che a migliaia lavorano per le famiglie italiane. I quattro hanno iniziato una sorta di 'campagna di sensibilizzazione' parlamentare, contattando molti colleghi parlamentari, per studiare una soluzione immediata.

POSSIBILE EMENDAMENTO - Fra le strade vagliate, quella di presentare già nei prossimi giorni un emendamento a uno dei provvedimenti che ha già avviato l'iter parlamentare per «attivare procedure semplificate» o «accelerare» le «pratiche in corso d'istruzione» che riguardano le collaboratrici straniere, in modo da evitare che si trovino nella condizione di essere fuorilegge. Un intervento che potrebbe valere non solo per colf e badanti, ma anche per i lavoratori nel settore dell'agricoltura. Qualcuno ipotizza la possibilità di emendare il ddl Lavoro, in commissione al Senato.

SACCONI AL LAVORO - Se la 'fronda' promette di ripetere l'esperienza che fu dei '101' (che si opposero con una lettera al premier Berlusconi alla norma sui 'medici-spia'), sul fronte governativo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha già iniziato a occuparsi del problema. Sembra che il titolare del Welfare abbia 'sconsigliato' iniziative parlamentari autonome, chiedendo che ogni mossa venga innanzitutto messa in campo dopo il G8. Il governo potrebbe aver individuato il varco per risolvere il problema nel capitolo della Bossi-Fini che riguarda i flussi. Un intervento mirato, che restringa il campo alle sole colf e badanti, ma che dovrebbe comunque superare la manifesta ostilità della Lega.