28 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Sisma Abruzzo

Edilizia antisismica, l'esperto: si investe poco

Prof. Gattulli: «L'Aquila è in una situazione ancora arretrata»

ROMA - Nell'edilizia antisismica in Abruzzo si investe troppo poco. A denunciarlo è Vincenzo Gattulli, docente di meccanica computazionale delle strutture di ingegneria civile all'università de L'Aquila. «Questa è una zona che fino non molti anni fa era povera e certi dispositivi tecnologici richiedono investimenti consistenti. Ma - sottolinea - non è un problema solo abruzzese. In tutta Italia gli investimenti sulle tecnologie nuove sono scarsi, e questo vale anche per l'ingegneria sismica. In molte situazioni non si è arrivati ancora all'implementazione delle tecniche più avanzate, probabilmente a L'Aquila la situazione è ancora arretrata».

Anche la stessa facoltà di ingegneria del capoluogo, spiega Gattulli, «è messa male. Qui a ingegneria ci sono stati grandi crolli di parti non strutturali». Sono molti di meno, sottolinea, i palazzi che hanno subito un collasso totale. E occorre tenere presente, aggiunge, che non necessariamente i palazzi danneggiati erano fuori regola: «La normativa antisismica del 2004 è ancora in fase di sperimentazione, ancora oggi non è del tutto vincolante».

L'ospedale di San Salvatore, costruito dieci anni fa, potrebbe essere in regola con le regole di allora, che forse non bastavano. «Bisogna stare attenti», ammonisce l'esperto: «Non bisogna fare la caccia a chi ha fatto l'errore. Bisogna piuttosto fare tesoro delle esperienze». Per esempio, spiega, «in questo territorio sembra che sia un effetto di amplificazione locale, che aumenta la sollecitazione alla base delle strutture. Una certa magnitudo non significa di per sé niente, bisogna sapere qual è l'accelerazione che riceve la struttura alla base. La sismica si fa per piccoli interventi fatti bene, specialmente sugli edifici strategici».