28 gennaio 2020
Aggiornato 01:30

Sisma Abruzzo, Maroni: meno di 20mila sfollati, fondi ci saranno

«Protezione civile italiana tra le migliori al mondo»

MILANO - «I morti accertati sono 179, fortunatamente il numero dei dispersi si è molto ridotto: sono poco più di trenta. I feriti sono rimasti stabili a 1500, tutti assistiti presso le strutture sanitarie della regione. Gli sfollati li stimiamo meno di 20mila, tra 17mila e 20mila. Già ieri, ma soprattutto oggi saranno approntate tutte le tende necessarie e in più sono stati trovati oltre 10mila posti negli alberghi della costa abruzzese».

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni è intervenuto al programma Mediaset Mattino5, confermando il bilancio provvisorio delle vittime del sisma che ha colpito l'Abruzzo. «Molti hanno dormito in macchina - ha spiegato il ministro - non perché non ci fosse posto negli alberghi, ma perché hanno voluto dormire vicino alle loro case e alle loro cose, nel timore degli sciacalli, quasi per non credere a quello che è successo. E' normale, però voglio sottolineare che la Protezione civile, il sistema, si è mosso immediatamente, con grandissima rapidità e in modo molto efficace, a dimostrazione che il sistema di Protezione civile in Italia è tra i migliori al mondo».

Maroni ha parlato anche dell'impegno delle forze dell'ordine: «Ieri sono andato con il capo della polizia a L'Aquila: abbiamo inviato subito 100 poliziotti e 100 carabinieri in aggiunta a quelli che erano già lì proprio per combattere questo fenomeno. Oggi rafforzeremo questo contingente così come quello dei vigili del fuoco: saranno quasi 2000, anche perché devono dare il cambio a quelli che lavorano ininterrottamente dalle 5 di ieri mattina per estrarre le persone dalle macerie. E' uno sforzo enorme che però siamo perfettamente in grado di sostenere. C'è una solidarietà nazionale molto forte, tutte le strutture dei Vigili del fuoco regionali sono state mobilitate e sono pronte a recarsi a L'Aquila. Naturalmente in modo ordinato e coordinato per evitare di ammassare persone che a volte creano più problemi che benefici. Tutto è coordinato dal centro della protezione civile».

Sulle risorse che il governo metterà a disposizione per l'emergenza e la ricostruzione, Maroni ha spiegato che «sono già state annunciate ieri, domani ci sarà un'altra riunione del Cdm per stanziare fondi adeguati. Adesso l'emergenza è una sola: salvare da sotto le macerie chi è ancora vivo. Il lavoro di ricerca non può che essere manuale, ma poi passata questa fase di emergenza penseremo alla ricostruzione. Dovremo mettere mano rapidamente evitando quello che è successo in passato, episodi di spreco e lentezza negli interventi che sono ancora nella memoria di molti».

«Le stime per il sistema del ministero dell'Interno - ha aggiunto Maroni - per i prossimi sei mesi dal mio punto di vista li ho previsti in 130 milioni di euro, per quanto riguarda le forze dell'ordine e i vigili del fuoco. Ieri nel Consiglio dei ministri il tema non ha costituito un problema: per questa emergenza nazionale saranno trovate tutte le risorse che serviranno: per la fase di prima assistenza che è in corso, per la fase di sistemazione temporanea di chi ha perso la casa e per la fase di ricostruzione».