28 gennaio 2020
Aggiornato 02:30

In Abruzzo altre scosse nella notte, si scava tra le macerie

Decine di movimenti tellurici, tre più intensi degli altri

L'AQUILA - Mentre il personale di soccorso continua a scavare tra le macerie in cerca di sopravvissuti, altre scosse sono state avvertite nella notte nella provincia di L'Aquila. Almeno una decina i movimenti tellurici di assestamento, tre dei quali decisamente più violenti. La prima scossa più intensa è stata registrata a L'Aquila intorno a mezzanotte ed è stata avvertita dagli stessi soccorritori che stavano lavorando con ruspe e mezzi pesanti.

Alcuni vetri sono andati in frantumi, soprattutto in alcuni palazzi del centro storico. E il movimento della terra ha creato nuove tensioni nelle tendopoli allestite per accogliere gli sfollati. Poco dopo, a mezzanotte e 47 minuti, c'è stata un'altra «replica», di magnitudo 3,6 sulla scala Richter, secondo quanto comunicato dalla Protezione civile. Il movimento terrestre è stato avvertito prevalentemente a L'Aquila, Villagrande, Collimento e Scoppito.

Ma è poco più tardi che una nuova scossa ha provocato il panico. All'1 e 15, infatti, la terra è tornata a tremare con particolare violenza. E la Protezione civile ha stimato il sisma con una magnitudo di 4,8 sulla scala Richter, dopo una prima valutazione di 4,5. L'evento ha provocato un fuggi fuggi intorno alla palazzina di via Rossi, dove i soccorritori erano intenti a tirare fuori dalle macerie la studentessa Marta Valente, poi estratta viva e caricata in ambulanza per il ricovero in un centro ospedaliero.