29 marzo 2020
Aggiornato 20:30
Testamento biologico

«Pd abdica a se stesso se resta ambiguo»

Lo scrive il senatore del Pd Roberto Della Seta, in un articolo pubblicato oggi su Europa, visibile anche su Facebook

«Sul testamento biologico qualunque tentazione di neutralità, qualunque accenno di ambiguità sarebbe peggio di una scelta sbagliata: vorrebbe dire abdicare a noi stessi.

Il Pd è un partito politico del XXI secolo, nato da meno di due anni e impegnato a darsi un'identità, un’identità larga e inclusiva ma riconoscibile, e non può non avere tra i propri cardini il rifiuto di ogni parvenza o surrogato di Stato etico e l'affermazione della piena libertà personale fino a dove essa non invade la sfera e lo spazio di altre vite».

Lo scrive il senatore del Pd Roberto Della Seta, in un articolo pubblicato oggi su Europa, visibile anche su Facebook.

«Si rincorrono oggi parole come eugenetica e eutanasia, anche da parte di miei colleghi di partito, mentre ciò che è in discussione – continua l’esponente del Partito democratico - è esclusivamente la possibilità, negata nel testo del centrodestra se non sia giusto che chi lo vuole possa chiedere 'a futura memoria', per il caso in cui si trovi in condizioni di vita vegetativa permanente e dunque non sia in grado di intendere e di volere né di provvedere a se stesso, che gli vengano sospesi i trattamenti farmacologici e terapeutici che lo tengono in vita; e di decidere se tra tali trattamenti egli consideri anche un sondino naso-gastrico che inocula direttamente nello stomaco sostanze nutritive prodotte allo scopo, e con esse farmaci indispensabili per la loro assimilazione».

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