2 agosto 2021
Aggiornato 08:30
Crisi Medio Oriente

Gaza: la Regione sostiene Medici Senza Frontiere con 80mila euro

Lo afferma Filiberto Zaratti, assessore all’ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio

ROMA - «La situazione nella Striscia di Gaza si fa ogni ora più drammatica ed ancora una volta la prima vittima di questo conflitto è la popolazione civile, schiacciata tra i due fronti si trova in una situazione drammatica». Lo afferma Filiberto Zaratti, assessore all’ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio.

«Le vittime e i feriti sono nella maggioranza civili – prosegue Zaratti – soprattutto donne e bambini soggetti che si trovano in grande difficoltà e ai quali è difficile somministrare anche i più elementari soccorsi. Il blocco quasi totale della Striscia di Gaza, oltretutto, rende molto complicati gli interventi dall’esterno. Per questo motivo – annuncia – l’assessorato all’Ambiente della Regione Lazio ha deciso di intervenire con un finanziamento di 80.000 euro a favore dell’organizzazione Medici Senza Frontiere, che pure tra enormi difficoltà riesce a intervenire nel teatro del conflitto. L’equipe di medici dell’organizzazione presente a Gaza si compone di tre operatori internazionali e 70 operatori palestinesi che, sotto i bombardamenti, tentano di sostenere le strutture ospedaliere palestinesi, prendere in carico i feriti e distribuire materiale medico e farmaci a diversi ospedali che stanno esaurendo le scorte».

«I fondi stanziati – conclude Zaratti – serviranno per fornire 300 kit medico chirurgici per i feriti, 200 kit per la rianimazione, 200 kit per l’anestesia e kit salute d'emergenza, per 20.000 persone. Si tratta di un intervento che nei prossimi giorni potrà in parte ridurre la situazione d’emergenza, ma è assolutamente necessario che cessino i bombardamenti e che le forze israeliane tolgano il blocco che hanno posto all’arrivo di tutti gli aiuti internazionali diretti verso i civili. I materiali sono, infatti, fermi da giorni alle frontiere della Striscia di Gaza, e sono indispensabili per arginare la catastrofe umanitaria in corso, che ha già provocato più di mille morti e 4.000 feriti tutti civili».