20 aprile 2021
Aggiornato 17:30

Chiusa l'inchiesta Why Not, archiviazione per Prodi e Mastella

Indagati il presidente della Compagnia delle Opere calabrese, Saladino, il presidente della Regione, Loiero, e altri politici regionali

Why Not, l'inchiesta sui presunti illeciti nella gestione dei fondi statali, regionali e comunitari, avviata nel 2007 dall'ex pubblico ministero di Catanzaro, Luigi De Magistris, si è conclusa. Tra i nomi di spicco, sono state archiviate le posizioni dell'ex presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, e l'ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella.

Secondo l'atto di conclusione delle indagini, firmato dai magistrati della procura generale di Catanzaro, i politici regionali calabresi indagati avevano «costituito, mantenuto ed alimentato», insieme ad Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, un sistema stabile per assicurare delittuosamente a strutture societarie governate da Saladino fondi pubblici per l'esecuzione di lavori prospettati come di pubblica utilità, in cambio di un clientelare consenso elettorale».

Associazione per delinquere è il reato contestato a Saladino, ai politici regionali , primi fra tutti l'attuale presidente della regione Agazio Loiero e il suo predecessore Giuseppe Chiaravalloti assessori ed ex assessori regionali, consiglieri, il sindaco di Cosenza Salvatore Perugini, e il deputato Giovanni Dima, del Pdl, ex consigliere regionale calabrese di An. Sono 12 gli interventi pubblici per i quali vi sarebbe stata una distrazione di fondi oggetto dell'inchiesta Why not.