11 luglio 2020
Aggiornato 00:30
Presentata all'ARS

«Carta della vulnerabilità alla desertificazione della Sicilia»

Sorbello: «Strumento indispensabile per la programmazione»

«Nell'anno internazionale del pianeta Terra, deciso dall'assemblea generale delle Nazioni Unite, anche la Sicilia ha fatto la propria parte». Ha esordito così l'assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giuseppe Sorbello, nel suo intervento a chiusura della presentazione della «Carta della vulnerabilità alla desertificazione della Sicilia».
«Una parte importante - ha aggiunto Sorbello- perchè consegniamo al mondo la sintesi di un preciso lavoro di ricerca e applicazione che ha portato a dei risultati eccellenti sotto l'aspetto della professionalità applicata e sotto l'aspetto economico. Una pubblicazione importantissima che diventa uno strumento indispensabile redatto con l'obiettivo di avere una certezza nella programmazione delle risorse pubbliche (fondi strutturali POR FESR 2007-2013, fondi CIPE, MATTM), risorse necessarie per mitigare il fenomeno della desertificazione in Sicilia».

L'assessore Sorbello ha annunciato che la prossima settimana è prevista la prima riunione con il ministro dell'Ambiente «per mettere sul tavolo le nostre proposte finalizzate a ottenere più fondi possibili».
La «Carta della vulnerabilità alla desertificazione della Sicilia» è tra le iniziative che la Regione siciliana ha messo a punto per far conoscere e sensibilizzare la società sugli aspetti geologici ed i rischi ambientali. Nella pubblicazione viene sottolineata l'importanza dell'educazione e della divulgazione, dopo lo studio e la ricerca, per accrescere la consapevolezza che il pianeta Terra è la risorsa fondamentale per la nostra vita quotidiana.
Alla presenza dell'on. Riccardo Minardo, dell'ex assessore Rossana Interlandi, e del dirigente generale dell'assessorato, Pietro Tolomeo, e di vari amministratori locali, Giovanni Arnone, capo di gabinetto dell'assessorato e già dirigente responsabile del servizio Assetto del territorio e difesa del suolo, ha evidenziato la necessità di proseguire, dopo aver completato il Piano per l'assetto idrogeologico, nell'opera di prevenzione dai rischi e per lo sviluppo di altre attività volte ad aumentare il livello di conoscenza del territorio. «Oggi - ha aggiunto Arnone - la conoscenza territoriale si arricchisce di un nuovo importante strumento di lavoro che identifica le aree in cui il degrado delle terre e la desertificazione sono già in atto o possono costituire un problema. Essa permette di valutarne le criticità e di individuare gli strumenti di governo più idonei per una efficace azione di contrasto e di mitigazione del fenomeno, in un’ottica di sostenibilità ambientale, già a partire dalla nuova programmazione 2007-2013, in particolare per l’attuazione del POR FESR».

La «Carta della vulnerabilità alla desertificazione della Sicilia», realizzata in collaborazione tra l’assessorato regionale Territorio e Ambiente ed il Dipartimento di Geologia e Geodesia dell’Università degli Studi di Palermo, costituisce un significativo passo avanti nella comprensione dei processi di alterazione e degrado dei suoli, riconducibili al più generale fenomeno della desertificazione della Sicilia e costituirà quella base di conoscenza indispensabile per elaborare le strategie di contrasto.
La Regione Siciliana, già alla fine del decennio scorso, aveva avvertito l’esigenza di comprendere bene il fenomeno della desertificazione per individuare adeguate strategie di contrasto.

Processi riconducibili a fenomenologie di desertificazione erano infatti emersi già alla fine degli anni ‘70. La Regione si dotò così di un primo strumento conoscitivo dei complessi fenomeni che conducono il territorio a desertificarsi, prendendo in considerazione alcuni parametri quali il clima, la vegetazione, l'uso del suolo. Alla luce delle ricerche e delle esperienze maturate a livello nazionale ed internazionale viene nuovamente affrontata la questione, introducendo altri parametri che contribuiscono ad aggravare i fenomeni antropoambientali che portano alla desertificazione. La siccità è spesso causa primaria della desertificazione che non è legata solamente al fattore climatico ma anche a fattori ambientali: morfologia, copertura vegetale, caratteristiche geologiche e geomorfologiche, pratiche agricole non sostenibili, uso massiccio di fertilizzanti, incendi boschivi, eccessivo sfruttamento delle risorse idriche, irrigazione con acque saline che determinano inevitabili processi di salinizzazione, deforestazione, diffusione di specie esotiche, attività zootecniche.
«Secondo le stime più recenti - afferma Pietro Tolomeo, dirigente generale del dipartimento Territorio e Ambiente - oltre un quarto delle terre del pianeta e più di un miliardo di persone in oltre 100 Paesi, sono minacciate dalla desertificazione, con costi economici enormi, imputabili alla perdita di produttività e quindi di reddito, valutabili in circa 64 miliardi di dollari ogni anno; ma la desertificazione provoca anche una perdita di biodiversità ed una sempre minore capacità di trattenere il carbonio. Lo studio messo a punto dall'assessorato e dall'Università di Palermo - conclude Tolomeo- consentirà alla Sicilia, ma anche alle istituzioni nazionali ed internazionali, di attuare tutte quelle azioni necessarie per recuperare e preservare il territorio».