Valdegamberi a assemblea pensionati CGIL, CISL e UIL
«Veneto avanguardia in Italia per politiche e risorse ma urge istituzione fondo regionale»
«Gli interventi e le risorse economiche ed umane profuse dalla Regione Veneto in questi anni a favore delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie non hanno eguali in Italia. Oggi tuttavia, per l'invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle patologie croniche è urgente arrivare a una legge che istituisca il Fondo regionale per la non autosufficienza.
Il Consiglio regionale, con il lavoro della competente commissione, ha appena terminato l'esame della riforma delle Ipab. Confido che ora passi presto all'esame delle due proposte di legge sul tappeto sulla non autosufficienza». Lo ha detto Stefano Valdegamberi, Assessore regionale alle politiche sociali, stamani al Palasport di Verona che ha visto riunite migliaia di persone nell'Assemblea regionale dei pensionati della Cgil-Cisl-Uil convocata sui temi delle pensioni, degli aiuti alle famiglie, della non autosufficenza. Valdegamberi – che ha portato ai convenuti il saluto del Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan – ha sottolineato che la «Regione proprio per aiutare di più e meglio la famiglia ad affrontare la sfida della non autosufficienza ha spostato risorse crescenti verso il settore della domiciliarità: da 45 milioni di euro negli ultimi due anni siamo passati a 90 milioni di euro per mantenere l'anziano nel proprio ambiente il più a lungo possibile, tramite l'incentivazione con gli assegni di cura, con l'aiuto delle assistenti familiari, con i servizi territoriali.
Perchè – ha detto – investire sulla famiglia, che è il primo ammortizzatore sociale, significa far risparmiare lo Stato e moltiplicare gli effetti economici positivi mantenendo al centro la dignità della persona». In questo quadro, secondo l'esponente del Governo veneto, il posto delle strutture residenziali resta importante (ha ricordato che il Veneto spende ogni anno 440 milioni di euro per ospitarvi 24 mila anziani non autosufficienti) ma le storiche case di riposo devono diventare centri di servizio moderni in riferimento con la famiglia supportandola con centri diurni e servizi di sollievo.
Purtroppo, in tutto quest'opera di primaria importanza per la gente - ha aggiunto Valdegamberi - devo dire che lo Stato non aiuta molto, visto che le risorse assegnate alle Regioni per le politiche sociali continuano a diminuire». Infine, Valdegamberi ha ricordato che per costituire nel Veneto un Fondo per la non autosufficienza sarebbero necessari 2,2 miliardi di euro. Messe insieme le risorse regionali, quelle statali, altre derivanti da possibili contributi delle Fondazioni bancarie e dai Comuni si arriverebbe – ha calcolato – a non più di 1,5 – 1,6 miliardi di euro. Mancherebbero sempre all'appello 500/600 milioni di euro. E' su questo punto che si gioca la partita di un patto condiviso nella società e nella politica veneta: l'accordo su come introitare quelle risorse, tramite magari una tassa di scopo verso la quale però serve un grande atto di responsabilità da parte di tutti. Su questo obiettivo il confronto è aperto e l'occasione di stamani è stata utile e positiva».