13 giugno 2021
Aggiornato 07:30
Stop alla manifestazione di destra a Colonia

La polizia tedesca ferma tutti ma non Borghezio

«La sicurezza dei nostri cittadini vale più di tutto». La polizia tedesca alla fine ha interrotto la manifestazione per «questioni di ordine pubblico» indetta a Colonia dal movimento «Pro Koeln»

«La sicurezza dei nostri cittadini vale più di tutto». La polizia tedesca alla fine ha interrotto la manifestazione per «questioni di ordine pubblico» indetta a Colonia dal movimento «Pro Koeln» contro la presunta 'islamizzazione della Germania alla quale stavan prendendo parte esponenti dell'estrema destra tedesca, tra cui molti neonazisti tedeschi e purtroppo anche italiani. Dopo i primi tafferugli, i primi della giornata dopo quelli del giorno precedente, le forze dell'ordine hanno deciso di interrompere la mobilitazione xenofoba, proprio mentre aveva preso la parola Mario Borghezio, l'eurodeputato leghista, l'unico ad essere presente nonostante fosse stata annunciata la presenza di Le Pen e di Haider. Boghezzio, dopo essere stato interrotto, si è allontanato pronunciando parole indegne, che gettano fango sull'Italia e su tutti gli italiani.

«Europa cristiana, mai musulmana». Poi non contento ha detto che «la decisione delle autorita' tedesche di impedire la manifestazione 'stop Islam' indetta dal comitato Pro-Koeln conferma pienamente la nostra tesi: siamo di fronte a una strategia islamista di criminalizzazione di chiunque osi parlare». «E' un'Europa vile e tremebonda - ha proseguito il leghista - quella che si è già arresa all'Islam. Noi invece, partigiani della nuova resistenza al totalitarismo del ventunesimo secolo, continueremo incuranti delle loro minacce a lottare contro questo progetto di islamizzazione dell'Europa». Parole che si commentano da sole, e che il governo Berlusconi avrebbe dovuto evitare fermando Borghezio così come chiesto dal segretario del PD Walter Veltroni. Ma come dimostrano i fatti, così non è avvenuto.

Nella città tedesca è prevalso fortunatamente il buon senso e soprattutto la solidarietà nei confronti dell'imponente comunità islamica tedesca, formata soprattutto da turchi. Il sindaco di Colonia prima dell'inizio della manifestazione, era tornato a scagliarsi contro «facinorosi camuffati da benpensanti, razzisti in abiti civili, sottili promotori di paure», mentre tutte le birrerie della città affiggevano cartelli con la scritta «non si servono birre ai nazisti» e venivano diffuse oltre 100 mila sottobottiglie con lo stesso slogan.

La cronaca
L’intolleranza riparte da li dove sembrava non dovesse mai più riprendere, perché così insegna la storia, almeno non dopo la pesante eredità lasciata dalla Seconda Guerra mondiale. La Germania rivive in queste ore un incubo e il peso della sua drammatica storia, che ancora cerca disperatamente di dimenticare e far dimenticare. Razzismo e xenofobia . In queste giorni infatti Colonia, la bellissima e mite città della Germania occidentale, nota per l’arte, la sua storia, per il suo fermento culturale, sta ospitando suo malgrado un raduno anti islam, ossia il «Congresso anti-islamizzazione», cui aderiscono numerosi esponenti dell'estrema destra europea, terrorizzata dalla presunta e eccessiva islamizzazione della Germania, una paura che sta portando la comunità vicina alla destra ad opporsi ciecamente all’edificazione di una Moschea. L’associazione Pro Koeln, Per Colonia, movimento nel mirino dei servizi segreti tedeschi per le sue tendenze xenofobe e neonaziste, e che ha organizzato questo raduno xenofobo, ha previsto una due giorni di mobilitazione, che già da venerdì ha fatto conoscere alla tranquilla città momenti di grande agitazione.

Il sindaco di Colonia, Fritz Schramm, esponente della Cdu il partito cristiano democratico, da subito ha stigmatizzato l’evento dichiarando che «questo congresso non è benvenuto». Il primo ciittadino di Colonia, imbarazzato e preoccupato per l’avvenimento, dopo aver ribadito che Colonia è nota per la sua accoglienza ha invitato «questa putrida cricca di eurofascisti», così l’ha definita, a lasciare la città. Per Schramm ciò che l'associazione «Pro Koeln» definisce un congresso, altro non è che una «meschina manovra elettorale» per colpire alle spalle dei cittadini stranieri.

Ma non è solo la Germania a dover essere imbarazzata in questi giorni per questo esempio evidente di xenofobia, anche l’Italia purtroppo dovrà fare i conti con questa ulteriore macchia: infatti a Colonia è arrivato anche l’eurodeputato leghista Mario Borghezio, una partecipazione davvero imbarazzante ma che di certo non stupisce visti gli atteggiamenti intolleranti nei confronti degli stranieri, degli stranieri e dei diversi dopo la decisione di prender le impronte ai rom, l’introduzioone dell’aggravante di clandestinità contenuta nel pacchetto sicurezza e nei proclami xenofobi e razzisti di alcuni esponenti del governo di centro destra. Una partecipazione ulteriormente imbarazzante per l’Italia conosciuta per la sua accoglienza, tolleranza ed ospitalità. Un imbarazzo però che la momento non vive il governo Berlusconi, per questa partecipazione, sulla quale il segretario del Partito democratico Walter Veltroni ha chiesto un intervento: «Il presidente del Consiglio ha il dovere di richiamare un membro della sua maggioranza a non partecipare alla conferenza di Colonia, se ne ha la forza». Un invito che però non ha sortito alcun effetto.

Naturalmente il congresso si è aperto tra violenti proteste a Colonia. Decine di manifestanti hanno preso d'assalto una nave su cui doveva svolgersi la conferenza stampa di presentazione dell'incontro, organizzato da «Pro Koeln» I dimostranti hanno lanciato grosse pietre contro l'imbarcazione, che si trovava ormeggiata nel quartiere di Rodenkirchen. Alla vista dei primi finestrini rotti il capitano della «Moby Dick» ha deciso di salpare, lasciando a terra i giornalisti. La polizia ha arrestato sei dimostranti.
Poco prima circa 150 manifestanti si erano radunati davanti la sede del consiglio di circoscrizione di Rodenkirchen, dove doveva tenersi inizialmente la conferenza stampa, e hanno lanciato uova e sacchetti pieni di vernice contro due funzionari di «Pro Koeln». Uno di questi, Bernd Schoeppe, è stato aggredito; diversi agenti si sono disposti a scudo intorno a lui per proteggerlo. Di fronte al clima di tensione, la polizia ha deciso di proibire il giro in autobus lungo diversi quartieri della città fissato per il pomeriggio dagli organizzatori del congresso. «Vogliamo evitare questa provocazione», ha detto un portavoce delle forze dell'ordine. Tra le tappe previste figurava infatti il quartiere di Ehrenfeld, dove dovrebbe sorgere la grande moschea, bersaglio delle proteste di «Pro Koeln».Proprio a Ehrenfeld circa 500 persone hanno partecipato a una catena umana contro il razzismo organizzata da Ditib, l'associazione turca che da tempo si batte per la costruzione della nuova moschea.

Dopo le proteste del sindaco di Colonia è arrivata anche la condanna del governo federale. Maria Boehmer, delegata del governo federale per le questioni legate all'immigrazione ha infatti ribadito che «nel nostro Paese non c'è spazio per estremisti di destra e per raggruppamenti che si preoccupano soltanto, col pretesto di essere un movimento civico, di discriminare le minoranze».

Nel frattempo la città attende oltre 1.500 persone per la manifestazione organizzata da «Pro Koeln», mentre sindacati, partiti e chiese hanno organizzato numerose contro-manifestazioni, a cui dovrebbero prendere parte invece circa 40.000 persone. Per l’occasione la polizia ha mobilitato in tutto 3.000 agenti.

Oltre alla presenza di Borghezio che sfilerà in mezzo ai nazifascismi è prevista anche la presenza di Filip Dewinter, leader del partito separatista belga «Vlaams Belang», Andreas Moelzer, eurodeputato del partito austriaco Fpoe e Henry Nitzsche, deputato tedesco uscito dalla Cdu dopo aver fatto una serie di dichiarazioni vicine all'estrema destra. Manca, invece, contrariamente a quanto annunciato inizialmente dagli organizzatori, il leader del Fronte nazionale francese, Jean-Marie Le Pen, che ha fatto sapere di non aver mai confermato la sua presenza.

AdO