16 luglio 2019
Aggiornato 04:00

Ucraina, Tymoshenko non si dimette

Dopo la rottura con Yushchenko il premier non intende lasciare il governo

Yulia Tymoshenko ha rifiutato di dare le dimissioni nonostante la crisi che ha investito il suo governo arancione. «La coalizione non è morta - ha affermato in conferenza stampa - non siamo un branco di pecore che si butta nel baratro solo perché un altra pecora lo ha fatto».

La crisi politica che sta investendo l’Ucraina non sembra intimorire la «figlia» della rivoluzione arancione. Ciò, nonostante il governo formato dal Blocco Yulia Tymoshenko e dal partito presidenziale Nostra Ucraina abbia ufficialmente cessato di esistere per l’inasprimento dello scontro tra il premier in carica e il presidente Viktor Yushchenko.

A determinare la spaccatura nel governo era stata la crisi nel Caucaso. Nostra Ucraina di Yushchenko aveva ritirato la delegazione dal governo presieduto da Yulia Tymoshenko, che si era schierata su posizioni filo-russe con il preciso obiettivo di restringere i poteri del presidente.

La Tymoshenko ha comunque rassicurato che Arseny Yatseniuk, che ha già ufficializzato le sue dimissioni, continuerà il suo lavoro fino a quando tutte le posizioni non saranno chiare: «Penso che il presidente della Rada (il parlamento ucraino, ndr.) debba continuare a lavorare al suo posto, in Parlamento, e non rendergli un cattivo lavoro. Anche il governo continuerà a lavorare fino a quando le posizioni non si chiariranno».

Tra le ipotesi di rimpasto quella di un inserimento del blocco di Lytvyn, possibilità che sarebbe stata accolta con favore anche da Yushenko. Altrimenti i partiti avranno trenta giorni di tempo per dare vita a un nuovo governo, trascorsi i quali il presidente Viktor Yushchenko, dovrà indire nuove elezioni, le terze in tre anni.

La Tymoschenko, che a suo tempo aveva raccolto la fiducia dell'Occidente, è oggi orientata a stringere un'alleanza elettorale con il filo-russo partito delle Regioni di Viktor Yanukovich. Per questo Yushchenko non ha perso tempo per accusare esplicitamente l'ex alleata di aver complottato con l'opposizione filo russa di Yanukovich e per avvertire Mosca, sebbene non abbia citato direttamente la Russia, che non accetterà interferenze esterne: «La democrazia ucraina non getterà la spugna. la nazione non accetterà alcun assetto imposto da fuori».

Nonostante la tensione interna non sembra destinata ad attenuarsi e lo scontro con il presidente stia via via acquistando toni sempre più accesi, la Tymoshenko, nel suo intervento pubblico dove ha dichiarato di non voler rinunciare al ruolo di primo ministro, ha ostentato sicurezza minimizzando sull’accaduto: «Il governo continuerà con il suo lavoro«- ha detto alla stampa - perché questa, «è una tempesta in un bicchier d'acqua».

Giacomo Rossi