16 ottobre 2021
Aggiornato 05:00
Assemblea Nazionale del Partito

AN, La Russa: «Nessun cono d'ombra non cerchiamo protagonismo»

Il reggente di Alleanza nazionale all'Assemblea del partito: «I nostri dirigenti capiranno potenzialità PDL»

«La classe dirigente di An sarà la prima a capire le potenzialità del Pdl, non come scontro tra componenti, ma semmai come confronto culturale. Non avremo paura di navigare nel mare più ampio, nell'oceano che abbiamo davanti», consapevoli che «la sfida sarà sui valori». Questo uno dei passaggi della relazione del reggente di An e ministro della Difesa, Ignazio La Russa, durante l'assemblea nazionale del partito.

«Se avessimo scelto solo la visibilità, se avessimo voluto, avremmo creato momenti di tensione», dice La Russa che cita «ad esempio il fatto che le ronde non le fanno i cittadini ma i soldati: alla fine sarà così». Oppure «avremmo pompato sulla decisione di prendere le impronte per tutti: è un emendamento che abbiamo suggerito noi, noi abbiamo dato la soluzione». Ancora: «Pochi sanno che dopo essersi riempiti molto la bocca con la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, con un colpo di mano notturno una parte della maggioranza aveva annullato il percorso. Abbiamo detto 'non votiamo il Dl se non torniamo al testo, e cambiate il maxiemendamento', e lo abbiamo detto in Cdm, non ai giornali. Alla fine l'emendamento lo hanno cambiato». E poi «Alemanno sta governando Roma, senza piazzare le bandierine di An».

La Russa spiega che «non siamo figli del protagonismo inutile a tutti i costi. Certo, serve la nostra presenza, ma non la competizione a tutti i costi: saremmo schizofrenici se da un lato andassimo verso il Pdl, dall'altro piantassimo bandierine con lacerazioni che sarebbero inutili. Andiamo verso l'obiettivo prefissato, senza rinunciare ad alcuna delle nostre battaglie».
Insomma, «i giornali guardano al presunto e inesistente disagio di An, e non ai successi che abbiamo conseguito: chiamalo disagio, avere il Presidente della Camera e il Sindaco di Roma...».
Parlando poi delle prossime tappe programmatiche del governo, il reggente di An afferma «Per noi è corretto e giusto arrivare senza perdere tempo alla riforma della giustizia e non c'é motivo di aspettare dopo l'approvazione del Lodo Alfano. La avvieremo con i metodi che lo stesso governo Berlusconi precedente adottò, quello dei saggi che si confrontarono con gli operatori della giustizia, per poi lasciare il posto alle scelte della maggioranza, se non c'é convergenza possibile con l'opposizione». Allo stesso tempo «avvieremo il federalismo fiscale, e da uomo del sud assicuro che il testo base non è spinto, non è il modello lombardo. E' molto piú attento e rispettoso di un'impostazione categorica che noi diamo, che dia la certezza che non ci sia svantaggio per nessuna Regione».
La Russa aggiunge anche: «noi vorremo che contemporaneamente si avvii la discussione sulla riforma costituzionale, perché istituzioni moderne devono poggiare su più autonomia delle singole regioni, ma allora serve anche una democrazia diretta e una più forte capacità decisionale dell'esecutivo». «Per noi è una base importate del confronto e della discussione», conclude il reggente di An.