28 ottobre 2021
Aggiornato 23:30
Schema di modifica al diritto al ricongiungimento familiare, presentato dal ministro dell’Interno Maroni

Immigrazione, Soldini (Cgil): «Si colpiscono pesantemente ricongiungimenti»

«Un giro di vite sui ricongiungimenti familiari che colpisce pesantemente i minori e le famiglie immigrate»

«Un giro di vite sui ricongiungimenti familiari che colpisce pesantemente i minori e le famiglie immigrate». È quanto prevede, dice il responsabile dell’ufficio per le Politiche dell’immigrazione della Cgil Nazionale, Pietro Soldini, lo schema di decreto legislativo di modifica al d. lgs n. 5 dell’8 gennaio 2007 sul diritto al ricongiungimento familiare, presentato dal ministro dell’Interno Maroni.

«Soprattutto l’innalzamento del reddito - continua il sindacalista -, richiesto nel parere della commissione Affari Costituzionali della Camera, consentirà il ricongiungimento soltanto in pochi casi di famiglie agiate e condannerà alla solitudine ed alla separatezza tutti gli altri». Altrettanto grave, aggiunge, «è l’esclusione del coniuge inferiore a 18 anni e la quasi obbligatorietà dell’esame del Dna per i fini del ricongiungimento: questa scelta è veramente inconcepibile perché lo strumento del ricongiungimento è la forma più civile d’immigrazione, con maggiori garanzie di legalità e sicurezza».

«I giovani immigrati che entrano nel nostro paese per ricongiungimento hanno meno problemi di accoglienza, integrazione, di lingua e mediazione culturale, proprio perché hanno qui i loro genitori che lavorano e che hanno già fatto un percorso d’integrazione. Essi rappresentano quindi il miglior investimento sul futuro di un’immigrazione legale, scelta, qualificata e sicura», osserva Soldini nel concludere: «Rendere difficile o quasi impossibile il ricongiungimento è non solo sbagliato e punitivo, ma totalmente miope: come si può sperare che il ministro Maroni e questo governo usino un po’ di buon senso?».