6 aprile 2020
Aggiornato 01:00
Parte la campagna di Legambiente sullo stato di salute delle Alpi

Carovana delle Alpi 2008 al via

Da domani e per due mesi monitoraggi atmosferici, trekking, escursioni e incontri pubblici in tutto l'arco alpino

Parte domani la VII edizione della Carovana delle Alpi, la campagna di Legambiente, realizzata in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ogni anno effettua il «check up» dell'ambiente alpino. Anche quest'anno Legambiente percorrerà le Alpi per denunciare le aggressioni al delicato equilibrio degli ecosistemi montani, ma anche alla ricerca di quanti sviluppano progetti di tutela e salvaguardia della più grande catena montuosa d'Europa.

Nel territorio alpino italiano vivono oltre 4 milioni di abitanti, in un ambiente costellato da migliaia di centri abitati, che svelano uno straordinario e fragile mosaico culturale, ma anche in piccole e medie città attive nel promuovere politiche di sostenibilità. Per il settimo anno consecutivo la Carovana delle Alpi di Legambiente si sposterà lungo l'intero arco alpino italiano per sollecitare i cittadini, le forze economiche e le istituzioni a rendersi protagoniste della sfida della qualità ambientale. Ma ancora una volta la campagna si avvia denunciando il grave ritardo dell'Italia nell'attuazione della Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi, il trattato che in tutti i Paesi confinanti è già nella fase di attuazione e di cui invece il nostro Parlamento, a nove anni dalla approvazione della legge 403/1999, non ha ancora provveduto alla ratifica dei Protocolli.

«Da quando l'Italia si è impegnata a far propria la Convenzione delle Alpi si sono concluse tre Legislature, sono stati presentati altrettanti progetti di legge di ratifica da governi di opposti colori politici, ma il tema della tutela e dello sviluppo della regione Alpina è sempre finito in fondo all'agenda delle priorità - dichiara Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente -. L'Italia continua a sfigurare per l'attenzione che dedica alla propria montagna, che invece rappresenta una risorsa naturale e culturale strategica e perciò da tutelare. Per questo chiediamo al Ministro Prestigiacomo di assumere l'impegno a sostenere la legge per la ratifica dei protocolli della Convenzione Internazionale. Da decenni assistiamo allo spopolamento delle valli, alla mancanza di investimenti per la gestione e la sicurezza del territorio, a continui tagli alle finanze locali che danneggiano i territori più fragili: la montagna non può più essere considerata una Italia Minore».

La Carovana delle Alpi, come nelle precedenti edizioni, viaggerà nelle valli di tutto l'arco montuoso, dalle Alpi Liguri al confine con la Slovenia. Nel corso della campagna verrà effettuato il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico d'alta quota, in particolare misurando le concentrazioni di ozono, il gas tossico che si forma nelle città della pianura ma che, sospinto dalle correnti atmosferiche, in estate minaccia la salute degli ambienti montani. La particolarità della campagna è costituita dalle ormai famose Bandiere Verdi e Nere con cui ogni anno l'associazione effettua la diagnosi di progetti ed azioni che rappresentano buone pratiche da imitare oppure prassi molto discutibili che minacciano gli ambienti e l'economia dello spazio alpino.

«Nelle segnalazioni di quest'anno – commenta Damiano Di Simine, responsabile dell'osservatorio Alpi di Legambiente e presidente di Legambiente Lombardia – non mancano, tra i casi negativi, i progetti di speculazione d'alta quota, quasi sempre legati ad un malinteso business turistico che però minaccia la principale risorsa di questo settore economico, il paesaggio, la natura e la cultura di cui le Alpi sono un giacimento strategico. Le nostre segnalazioni però - conclude Di Simine  -   mettono in buona luce anche le iniziative, quasi sempre assunte a livello locale, che riportano vita ed economia nelle borgate delle valli piemontesi, oppure i comuni a zero emissioni nelle Prealpi Venete, o i progetti per il turismo di qualità in Carnia e in Valtellina, a cui abbiamo dato visibilità con le nostre bandiere verdi».

GLI APPUNTAMENTI
L'edizione 2008 della Carovana delle Alpi, in corso dal 25 luglio fino alla fine di ottobre, offrirà l'opportunità di partecipare a trekking, escursioni e appuntamenti locali, alla scoperta delle valli alpine meno conosciute, ma ricche di natura e cultura. Il primo appuntamento escursionistico, nelle Alpi Centrali, sarà il prossimo week end in Val Codera, la straordinaria valle senza strade e raggiungibile solo con un impegnativo sentiero nelle montagne che sovrastano il Lago di Como, in Valchiavenna.

Il programma è arricchito da eventi, conferenze pubbliche, dibattiti, campi di volontariato, ed è scaricabile dal sito www.legambiente.eu

LE BANDIERE NERE DI LEGAMBIENTE:
Sono 12 i vessilli che che quest'anno Legambiente ha assegnato ai «nemici» delle Alpi, raccogliendo segnalazioni giunte dall'intero arco alpino. Al primo posto tra le minacce resta la speculazione turistica, che in nome di un business in declino come quello dello sci, punta in realtà ad ottenere finanziamenti che aprono possibilità e spazi per la cementificazione d'alta quota in ambiti di grande rilevanza ambientale, come il massiccio della Presolana in Lombardia, l'altopiano dei Fiorentini tra le provincie di Trento e Vicenza, Tremalzo sui monti dell'Alto Garda e il Monte Zoncolan in Carnia. Il cemento è protagonista anche degli ecomostri di bassa quota, come il parco divertimenti della Serra d'Ivrea o i capannoni del fondovalle camuno, e della perdita di preziosi spazi rurali come a Tenno in Trentino, su cui si vorrebbe realizzare un campo da golf, o nelle vallate più vicine all'area metropolitana torinese investite dall'espansione urbanistica. Ma c'è preoccupazione anche per le acque, eccessivamente sfruttate a scopo idroelettrico o inquinate da comuni che non si dotano degli opportuni sistemi di depurazione, e per i temi della mobilità che si scontrano con l'inaffidabilità delle nostre ferrovie o con il laissez-faire nei confronti di un uso indiscriminato di mezzi a motore perfino su sentieri.

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