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In Madagascar i droni prevengono i disastri ambientali

I droni possono essere usati per monitorare cicloni, inondazioni, rotture di dighe o crolli di strade. Il progetto è sostenuto con il contributo di Unicef

ROMA - Droni per monitorare disastri naturali. L'Unicef ne ha donati tre al Madagascar, con l'obiettivo di fargli sorvolare molte aeree del paese, quelle più a rischio idrogeologico, dove sono possibili frane e alluvioni, per poter intervenire prima che si verifichino catastrofi che potrebbero causare la morte di molte persone.

Un controllo aereo che diventa sempre più fondamentale in tempi in cui i cambiamenti climatici contribuiscono a generare fenomeni sempre più intensi e devastanti, ma che, se fatto con un elicottero, costerebbe oltre mille euro l'ora. Tecnologia quindi per prevenire, grazie anche al supporto di Unicef. Thierry Venty, segretario esecutivo dell'Ufficio nazionale per la gestione dei rischi e dei disastri (Bngrc): «Può essere utile per monitorare cicloni, inondazioni, rotture di dighe o crolli di strade, attacchi di locuste, può servire a dirci prima come interventire, se dobbiamo mandare degli uomini nella zona a rischio prima che accada qualcosa. Il vantaggio è che sono rapidi, costano poco e restituiscono ottime immagini. Abbiamo delle attrezzature semplici che ci danno risposte rapide e efficaci». Un progetto partito da poco ma che si sta rivelando importante.

«Durante un volo su Madjunga qualche mese fa abbiamo fatto della foto in 2D, ma potremmo sfruttare il 3D - dice Lucien, pilota di droni - con il 3D sarà ancora meglio. Fare una foto in 3D a una casa in un'area allagata, permette di avere delle immagini ad altissima precisione».