21 ottobre 2020
Aggiornato 09:30
Sicurezza sul lavoro

La formazione alla sicurezza serve, oppure è da sempre inadeguata?

L'intervento di Renata Borgato su un tema di grande attualità anche causa Coronavirus

Renata Borgato
Renata Borgato Ufficio Stampa

Dipende da quale formazione. Quella che trasmette prescrizioni, procedure, detta comportamenti probabilmente no. Quella abilitante, di ampio respiro, atta a fornire non schemi di comportamento predefiniti, ma mappe per orientarsi ed esplorare territori sempre mutevoli e cangianti, sì. La formazione deve far crescere complessivamente le persone, deve contribuire alla capacità di essere protagonisti in un società che cambia a ritmo esponenziale. La formazione quindi o è «umanistica», cioè pone al centro la persona e usa i contenuti per favorirne lo sviluppo, o non è.

Dipende dalle modalità con cui la si eroga. Non basta conoscere e usare una sola metodologia. È necessario padroneggiare un mix di strumenti (oggi abbiamo la tecnologia che ci aiuta) che permettano di raggiungere ciascuno dei partecipanti.

Il tema, di grande attualità anche causa Coronavirus, verrà approfondito nel corso di un webinar promosso da AIAS (Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza) Coordinamento Regione Piemonte ed Helps Srl (Società di Biella che da anni studia metodi innovativi per migliorare la formazione alla sicurezza nei luoghi di lavoro).

Le iscrizioni al webinar «La formazione sulla sicurezza non serve? 60 minuti in controtendenza per migliorarla» sono gratuite dal sito www.helpsconsult.it.

Chi è Renata Borgato?

Formatrice e consulente aziendale, progetta ed eroga percorsi formativi che utilizzano metodologie attive di tipo innovativo (open space technology, giochi didattici, teatro d’impresa). Usa le competenze sociali e cognitivo relazionali come leva per migliorare il livello di sicurezza nei luoghi di lavoro. Collabora con la facoltà di Psicologia dell’università di Milano Bicocca. Responsabile Ufficio Formazione CGIL Lombardia.