17 agosto 2018
Aggiornato 01:30

Tutto pronto per il bonus formazione 4.0

L’incentivo è finalizzato a supportare l’acquisizione di competenze sulle tecnologie 4.0 da parte dei lavoratori dipendenti di imprese italiane
Tutto pronto per il bonus formazione 4.0
Tutto pronto per il bonus formazione 4.0 (Shutterstock.com)

ROMA - Dopo diversi rimpalli e titubanze arriva la tanto attesa firma del decreto attuativo per il bonus formazione 4.0. Carlo Calenda, Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti compiono l’ennesimo passo verso il futuro, un futuro fatto di luci ed ombre, all’interno di un contesto che sembra essersi ripreso dalla crisi, ma che allo stesso tempo lotta ancora con un alto tasso di disoccupazione, soprattutto in alcune regioni del Mezzogiorno, ma anche del Nord Ovest, come mostra dettagliatamente questa mappa realizzata dal Sole24Ore. L’automazione e la tecnologia giocano un ruolo fondamentale in quello che è lo sviluppo futuro del territorio. Rivoluzione che deve, tuttavia, essere affrontata con le giuste competenze.

Ed è proprio di competenze che si parla. E bisogna fare in fretta. Anche perchè i dati dell’OCSE parlano chiaro: circa il 39% di chi ha un’età compresa tra i 25 e i 65 anni presenta un basso livello di competenze e solo il 14% partecipa ad attività formative per adulti. Con la conclusione che i nostri lavoratori non sono per nulla preparati ad affrontare la rivoluzione tecnologica. E del resto siamo una delle nazioni che utilizza più tecnologie automatizzate nell’industria, con in media 160 robot industriali ogni 10mila dipendenti nel manifatturiero, rispetto ai 150 in Spagna e 127 in Francia. E qualcuno questi robot dovrà pure farli funzionare.

Come previsto in Legge di Bilancio 2018 l’incentivo finalizzato a supportare l’acquisizione di competenze sulle tecnologie 4.0 da parte dei lavoratori dipendenti di imprese italiane prevede un credito di imposta del 40% delle spese ammissibili sostenute nell’anno 2018 e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria.

Dopo la firma del decreto attuativo, si passa al vaglio della Corte dei conti, ultimo passaggio prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Il traguardo, prevedono i tecnici dell’esecutivo, potrebbe essere il mese di giugno, data in un cui il bonus 4.0 dovrebbe diventare operativo. Alla luce del documento ufficiale restano individuate le tecnologie di riferimento verso le quali è opportuno studiare una formazione specifica per il personale (big data e analisi dei dati; cloud e fog computing; cyber security; simulazione e sistemi cyber-fisici; prototipazione rapida; sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata; robotica avanzata e collaborativa; interfaccia uomo macchina; manifattura additiva; internet delle cose e delle macchine; integrazione digitale dei processi aziendali).

«Con l’operatività del credito di imposta formazione 4.0, il piano impresa 4.0 completa il pilastro delle competenze dopo quello del supporto agli investimenti tecnologici - ha detto Carlo Calenda -. Un lavoro di due anni che ha visto la collaborazione del Governo con associazioni d’impresa, sindacati, università e che fa del piano italiano il più consistente e articolato in Europa».

Nel complesso la manovra ha stanziato per la misura complessivamente 250 milioni in via sperimentale per il 2018. Il credito d’imposta scatta limitatamente al costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione del personale dipendente. Il beneficio si applica anche alle ore di formazione svolte da un dipendente interno «esperto» in qualità di tutor, ma in questo caso con un tetto: fino al 30% della retribuzione complessiva annua. Tra gli obblighi, c’è quello che l’impegno ad effettuare investimenti in attività formative ammissibili al credito d’imposta sia formalmente previsto nel contratto collettivo o territoriale (anche attraverso opportune integrazioni) depositato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente.