12 dicembre 2019
Aggiornato 19:00
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Telegram annulla la sua ICO: è la fine per le Initial Coin Offering?

La più grande ICO di sempre viene cancellata. Telegram rinuncia e si aprono nuovi scenari

Telegram annulla la sua ICO
Telegram annulla la sua ICO Shutterstock

MILANO - Dopo aver raccolto quasi 2 miliardi di dollari in private equity, i fratelli Durov non faranno partire l'ICO per TON. ​Telegram rinuncia alla sua tanto chiacchierata ICO pubblica, mettendo a rischio la popolarità di questa nuova forma di finanziamento. Ad annunciarlo è il WallStret Journal, secondo cui il servizio di messaggistica non offrirà quindi le sue monete digitali per la vendita pubblica.

La raccolta fondi, che ha avuto luogo da gennaio a marzo, ha reso Telegram una delle più grandi Initial Coin Offering della storia, una rapida crescita che ha attirato sia l'interesse degli investitori che molte preoccupazioni di carattere normativo. La cancellazione dell’ICO, di fatto, per alcuni, sarebbe dovuta alle disposizioni sempre più severe imposte dalla Securities and Exchange Commission USA. Molto è cambiato nel contesto normativo da gennaio, quando si era sparsa la voce di un’ICO di Telegram. A febbraio, il presidente della SEC Jay Clayton ha pronunciato parole dure nei confronti delle ICO che non avevano ottenuto la registrazione presso l’autorità. «Molti ICO sono condotti illegalmente. I loro promotori e gli altri partecipanti non stanno rispettando le nostre leggi sulla sicurezza». A marzo è emerso che la SEC ha inviato mandati di comparizione a decine di società di valuta crittografica, tra cui società tecnologiche che avevano lanciato ICO.

Potrebbe anche accadere che Telegram abbia semplicemente raccolto abbastanza denaro nelle vendite private da non aver più bisogno di un ICO. La prima prevendita di Telegram nel mese di febbraio ha raccolto 850 milioni di dollari da 81 investitori; nel mese di marzo, l'azienda ha detto di aver raccolto con successo altri 850 milioni di dollari da 94 investitori in un secondo turno. In totale, Telegram ha rastrellato in 1,7 miliardi di dollari da meno di 200 investitori privati. Semplicemente con la vendita privata, senza neppure aprire l’ICO al pubblico.

Due sono, quindi, i motivi principali che ci portano a credere che, con questo annullamento, le ICO siano verosimilmente a rischio:

- i soldi raccolti, che ammontano come detto a 1,7 miliardi di dollari, sono più che sufficienti per la realizzazione della roadmap descritta all’interno del withepaper secondo cui sarebbero necessari «soli» 400 milioni in tre anni per la realizzazione e commercializzazione di Telegram Open Network. Il caso di Telegram potrebbe dimostrare come l'accesso ai finanziamenti, se si hanno un team con capacità dimostrabili, una struttura e la capacità di sviluppare il proprio progetto, vadano ben oltre le reali richieste di fabbisogno finanziario. Anche se in questo caso le variabili da considerare sono ben altre rispetto al resto del mondo startup, come anche le dimensioni del capitale richiesto.

- non vi è stata possibilità di accesso ad un presale della ICO a chi non era configurato come «investitore accreditato». Questa barriera ha escluso tutto il mondo degli investitori retail, impendendo alla maggior parte degli investitori globali di partecipare. Solo i grandi fondi come Sequoia Capital, giganti nel mondo degli investimenti, hanno avuto la possibilità di investire. Come detto sono solo 200 i primi finanziatori dei quasi due miliardi raccolti da Pavel Durov e compagnia, con una media quindi di quasi 100 milioni di dollari per investimento (più grande di alcuni dei fondi in Italia).

Di sicuro le ICO rimangono ancora oggetto di consultazioni e studio da parte delle istituzioni che faticano a rimanere aggiornati sulle dinamiche di un mercato molto liquido e fluido. Un ritardo che devono necessariamente colmare. Sono, infatti, stati enormi i rischi di scam legati alla ICO di TON in questi mesi da parte di siti fake che hanno raggirato migliaia di sprovveduti. I siti, scoperti a Kaspersky Lab con domini come tokentelegram.com o ico.telegram.org sono stati capaci di continuare ad attirare investitori anche dopo i vari annunci da parte di Telegram stessa di diffidare da richieste di denaro per la propria ICO che ancora era in private sales.

A questo punto non ci resta che capire come e se cambieranno i piani da parte della piattaforma di messaggistica più utilizzata nel mondo crypto, fiduciosi che il futuro, prossimo e imminente governo, sappia stare al passo con la crescente onda della blockchain.​