Innovazione | Food delivery

Il food delivery più smart arriva dalle periferie (del Sud)

Nei piccoli centri i servizi di food delivery sono praticamente inesistenti. Ma questi ragazzi si sono inventati una nuova soluzione

Il food delivery più smart arriva dalle periferie (del Sud)
Il food delivery più smart arriva dalle periferie (del Sud) (Shutterstock.com)

MILANO - Nelle grandi città siamo abituati a veder sfrecciare in bicicletta i fattorini di Foodora, Deliveroo e Just eat (giusto per citare i brand più famosi). Al netto delle polemiche che sono intercorse negli ultimi giorni, dopo che il tribunale di Torino ha qualificato i riders di Foodora come lavoratori autonomi e non dipendenti, il mercato continua a mantenere tassi di crescita molto elevati. Il delivery/take away market genera infatti un valore totale di circa 90 miliardi di dollari. Il valore del mercato italiano è pari a circa 4 miliardi di dollari l'anno, di cui solo il 6% proviene dall’online (Fonte: Statista).

Ma cosa succede nelle periferie dove questi servizi sono praticamente inesistenti? Le soluzioni per ordinare un buon piatto di sushi a domicilio sono ridotte all’osso, nonostante la domanda sia piuttosto intransigente. Una lacuna che alcuni ragazzi hanno cercato di colmare. Nessuna nuova app da installare sul telefono, ma un semplice chatbot Messenger.

Si chiama Alfonsino ed è il primo chatbot al mondo sviluppato in nativo con l’obiettivo di raccogliere le ordinazioni dai migliori ristoranti cittadini. Quelli delle piccole città, in particolare i centri urbani con una dimensione compresa tra i 70mila e i 300mila abitanti. Questi centri sono, infatti, in grado di sviluppare fatturati importanti e allo stesso tempo, vista la poca concorrenza, consentono di avere margini molto più alti.

Il progetto sembra l’ennesima declinazione della consegna alimentare a domicilio, ma con una novità interessante: non c’è nessuna app da scaricare e l'erogazione del servizio avviene da più di un anno grazie alla chat di Facebook. Alfonsino nasce da un bisogno più che da un’idea. «Nella nostra città c’era una domanda da parte dei consumatori non soddisfatta dai ristoratori: la maggior parte di loro infatti non effettuava consegne a domicilio - racconta Giuseppe Palmiero, co-founder di Alfonsino -. Inizialmente il nome era legato al concetto di delivery, ma poi pensammo che in un servizio del genere c’era bisogno di un maggiore impegno sul branding. Tra chi consegna e chi riceve si crea infatti un legame quasi affettivo, soprattutto comunicando via chat».

Il punto di forza di Alfonsino è, infatti, rappresentato dalla chat di Messenger, attraverso la quale è possibile entrare in contatto con i ristoranti ed effettuare l’ordine. «In Italia siamo i primi a consegnare i prodotti dei migliori ristoranti, grazie solo a due chiacchiere su Facebook Messenger», dice soddisfatto Giuseppe. Con un transato di 600.000 euro in soli 18 mesi e più di 22.000 ordini, Alfonsino è una realtà destinata a crescere. In poco più di 16 mesi ha consegnato a Caserta, Aversa, Portici e altri 16 comuni limitrofi; oltre ad aver esteso il servizio nell’ultimo periodo anche a 5 nuovi comuni in provincia di Napoli e Salerno.

Alfonsino è, in questo momento, oggetto di una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Two Hundred Crowd e ha raccolto - in meno di 24 ore dal lancio - già 100mila euro. «Il mondo dei chatbot è in fortissima espansione, ma personalmente non la vedo solo come una leva per migliorare l’esperienza del cliente, sono fortemente convinto che sostituiranno la maggior parte delle applicazioni mobile a breve termine - spiega Matteo Masserdotti, Amministratore Delegato di Two Hundred -. Sappiamo benissimo che la maggior tempo l’utente lo passa in solamente tre o quattro applicazioni, allora perché continuare a svilupparne delle nuove, quando queste mettono a disposizione le loro piattaforme per sviluppare servizi?».

La campagna di equity crowdfunding servirà per estendere il servizio di Alfonsino ad altre città e scalare più velocemente. Soprattutto nel sud Italia, un territorio che, all’innovazione vede ancora contrapposta una tradizione molto marcata.