23 settembre 2018
Aggiornato 17:30

L'e-commerce di Alibaba vieta blockchain e criptomonete

Se prima Taobao vietata solo servizi legati alle attività di mining, oggi ha bannato qualsiasi prodotto o servizio che si fonda sulla blockchain
L'e-commerce di Alibaba vieta blockchain e criptomonete
L'e-commerce di Alibaba vieta blockchain e criptomonete (ANSA)

PECHINO - Sulla scia di molti colossi tecnologici, anche Taobao, spesso noto come l’eBay della Cina e di proprietà di Alibaba, ha deciso di vietare criptomonte, ICO e altri servizi legati alle valute virtuali. Taobao fa parte dell’impero di Jack Ma, nato nel 2003, e permette a privati e piccole imprese di vendere i propri articoli online.

Se prima Taobao vietata solo servizi legati alle attività di mining, oggi ha bannato qualsiasi prodotto o servizio che si fonda sulla blockchain. Le nuove regole vietano servizi relativi alle criptomonte, tra cui le ICO, gli smart contract e altri servizi relativi alle criptovalute.

Alla base di questa nuova politica ci sono naturalmente i recenti divieti varati dalla banca centrale cinese. Nel settembre dello scorso anno, infatti, l’istituto aveva vietato tutte le ICO, per poi reprimere completamente le valute virtuali all’inizio del 2018. Anche se non esiste ancora un divieto di estrazione, la maggior parte dei minatori sta cercando di trasferire i propri servizi al di fuori del paese.

Taobao considera la violazione di queste nuove regole come violazioni gravi e ha un sistema di sanzioni in atto per penalizzare coloro che non le seguiranno. Dopo che la banca centrale cinese ha vietato le ICO lo scorso anno, la maggior parte degli inserzionisti è stata in grado di aggirare questo divieto modificando le ortografie. Ad esempio scrivendo IC0 al posto di ICO, inserendo uno «zero» anziché una «O».

Anche se la Cina è stata estremamente ostile nei confronti delle criptomonete, la maggior parte degli operatori commerciali sono ottimisti circa un cambiamento di posizione nei prossimi mesi. Anche se Taobao ha vietato tutti i servizi legati alla blockchain, non c’è alcun divieto che operi a riguardo in Cina. In realtà, il governo cinese è stato estremamente ottimista riguardo alla tecnologia blockchain. Un fondo blockchain da 1 miliardo di dollari è stato appena lanciato ed è sostenuto dal governo per investire nelle startup che lavorano con questa tecnologia. Oltre al fatto che la banca centrale cinese ha depositato il maggior numero di brevetti blockchain nel 2017.