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Bitcoin consuma metà dell'energia annua usata dall'Irlanda

L’utilizzo dei Bitcoin in tutto il mondo richiede ogni secondo una potenza elettrica di quasi 1,5 miliardi di Watt

Bitcoin consuma metà dell'energia annua usata dall'Irlanda
Bitcoin consuma metà dell'energia annua usata dall'Irlanda (Shutterstock.com)

ROMA - L'elevata potenza di calcolo alla base del Bitcoin, criptovaluta elettronica il cui valore è stato moltiplicato per 14 nel corso del 2017, comporta anche un alto dispendio energetico. Lo evidenzia una ricerca condotta da Selectra, gruppo specializzato nella comparazione di offerte di energia. Selectra ha realizzato uno studio sul costo energetico del mining, un processo svolto dalle server farm, delle vere e proprie "fabbriche informatiche" che generano la criptovaluta.

L’utilizzo dei Bitcoin in tutto il mondo richiede ogni secondo una potenza elettrica di quasi 1,5 miliardi di Watt, ed un dispendio annuale di ben 13 TWh, corrispondenti alla metà della quantità di energia utilizzata dall'Irlanda, il cui consumo energetico è di circa 26 TWh all'anno, e paragonabile alla somma dei consumi di alcune regioni italiane, come Calabria (circa 5 TWh), Umbria (circa 5 TWh), Basilicata (circa 2,5 TWh) e Molise (circa 1,5 TWh).

Al livello della singola transazione, è emerso che ad ogni transazione in bitcoin corrisponde un consumo di 100 kWh, l'equivalente di quasi 2 settimane di consumo elettrico di una famiglia-tipo italiana. «La nostra analisi si basa su ipotesi piuttosto ottimistiche, in quanto presupponiamo la creazione di cripto valute partendo dalla strumentazione informatica più efficiente disponibile oggi sul mercato - ha dichiarato Antoine Arel, co-fondatore di Selectra Italia - Alla luce di quanto emerso, viene da chiedersi se, dal punto di vista ambientale ed energetico, il sistema Bitcoin è in grado di sopportare la sua crescita».