15 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
privacy

I tuoi dati telefonici e internet saranno conservati per 6 anni

La Camera ha approvato in un via definitiva un emendamento che allunga la cosiddetta data retention: i dati del traffico telefonico e internet saranno trattenuti per 72 mesi, ovvero 6 anni

I tuo dati telefonici e internet saranno conservati per 6 anni
I tuo dati telefonici e internet saranno conservati per 6 anni Shutterstock

ROMA - Saranno conservati per 72 mesi, ovvero per 6 anni. Stiamo parlando dei vostri dati, quelli relativi al traffico telefonico e internet che in base alla legge precedente erano, invece, trattenuti rispettivamente per la durata di due anni e un anno. Una decisione, questa, contenuta in un emendamento già approvato lo scorso 19 luglio dalla Camera dei Deputati, che ieri ha dato il suo via libera definitivo, dopo la conferma del Senato. Il tutto all’interno di un provvedimento che recepisce le norme comunitarie.

Ben 247 voti a favore che si sono allineati alla direttiva Ue 2017/541 la quale, all’articolo 24 dispone la conservazione dei dati «al fine di garantire contrasto al fenomeno del terrorismo, anche internazionale». La corte di Giustizia europea, però, nel 2014 aveva bloccato ogni tentativo di allargare il periodo di conservazione dei dati, in relazione del diritto alla privacy. In linea con lo stesso codice della privacy, infatti, in Italia i dati del traffico telefonico venivano conservati per 2 anni, per un solo anno quelli telematici e per 30 giorni le informazioni relative alle chiamate senza risposta. Ora, la cosiddetta «data retention» e quindi la conservazione di questi dati, è stata prolungata a 6 anni.

Il termine di 6 anni, peraltro, è stato emendato dal deputato del Pd Walter Verini sostenendo che «dalle audizioni parlamentari la Procura nazionale antiterrorismo ha suggerito alla politica uno strumento ulteriore per prevenire e contrastare il terrorismo, questo è proprio una conservazione più a lungo termine dei dati del traffico telefonico e telematico».

Come si è, però, arrivati fino a qui? La durata iniziale (2 anni, 1 anno e 30 giorni) era già stata allungata con il decreto legge antiterrorismo del 2015 che, a partire dalla sua entrata in vigore con una legge di conversione nell’aprile 2015, aveva imposto la conservazione di tutti i dati fino al 30 giugno 2017, in deroga a quanto fissato dal codice. Di fatto significava portare il loro mantenimento, in alcuni casi, fino a quattro anni circa (24 + 24 +2 mesi, includendo da aprile a giugno), ovvero un raddoppio (per il traffico telematico ben di più) in nome della lotta al terrorismo. Dopo il 30 giugno, visto che il Governo non ha dato segnali di volersene occupare, ci ha pensato il Parlamento, portando così tutto a 6 anni.

Le polemiche non sono mancate, in particolare quelle del Garante per la privacy Antonello Soro e il Centro per la trasparenza e i diritti umani digitali Hermes che hanno espresso dubbi e incertezze sulla norma, con una conservazione giudicata indiscriminata.