16 giugno 2019
Aggiornato 07:30
insurtech

Le nuove assicurazioni? Senza Big Data e Intelligenza Artificiale è allarme sopravvivenza

Sempre più aziende stanno investendo in Intelligenza Artificiale. Ecco le implementazioni che potrà avere nel mondo delle assicurazioni

Così l'Intelligenza Artificiale si prepara a cambiare il mondo delle assicurazioni
Così l'Intelligenza Artificiale si prepara a cambiare il mondo delle assicurazioni ( Shutterstock )

ROMA - Oltre 5 miliardi di dollari. E’ questo il valore del mercato di rischio internazionale rivolto alle startup che sviluppano Intelligenza Artificiale. Un settore che ancora sfugge ai più, sul quale abbiamo ancora molti timori, soprattutto alla luce della fantomatica quarta rivoluzione industriale che dovrebbe portare con sé anche una vera e propria ‘moria’ di posti di lavoro. Operai sostituiti da robot e via di questo passo. Ma quando parliamo di Intelligenza Artificiale non dobbiamo mai farci prendere dagli allarmismi. Il suo sviluppo ha una portata talmente ampia che, oggi, non siamo ancora davvero in grado di capire dove ci porterà. E senza ombra di dubbio ha anche i suoi lati positivi. La sua applicazione nel settore assicurativo, ad esempio, è uno di questi.

Così l’AI cambia le assicurazioni
L’implementazione delle tecnologie legate all’Intelligenza Artificiale sono state affrontate durante la presentazione ufficiale a Torino di AI WorkLab, un programma di incubazione dedicato all’apprendimento della materia, lanciato dall’acceleratore capitolino Luiss Enlabs e LVenture Group e la cui call per startup si chiude ufficialmente il 30 novembre prossimo. L’evento, tra gli altri, ha visto anche la partecipazione di Luigi Vassallo, Director ICT & Digital Innovation di Sara Assicurazioni, da oltre un anno aperta alla trasformazione digitale e alla collaborazione con le startup. «La nostra trasformazione riguarda l’informatica, i processi, la cultura per far fronte alla sfide del mercato - racconta Luigi Vassallo -. La collaborazione con le startup è per noi un’opportunità importantissima per immergersi nel mondo delle tecnologie emergenti ed essere contaminati dalla cultura di imprese molto diverse da noi».

Un cambio di processo
Gli investimenti in InsurTech, la tecnologia applicata al settore assicurativo, nell’ultimo anno sono cresciuti del 27%, passando da 1,24 miliardi di euro nel 2015 a 1,69 miliardi nel 2016, un trend in continua espansione soprattutto se paragonato al dato di 870 milioni del 2014 (Dati CB Insights). Se da una parte il settore ‘tradizionale’ non se la passa troppo bene (nel 2016 la raccolta premi del ramo vita ha segnato una flessione del 12,5% ), sempre più attori stanno puntando sulla digitalizzazione delle loro soluzioni. «La grande novità apportata dall’Industria 4.0 è costituita dal fatto che le tecnologie abilitanti non hanno più grosse barriere di ingresso e sono quindi accessibili da tutte le imprese assicuratrici in modalità pay per use - continua Vassallo -. IoT, i Big Data, AI e il Cloud sono le basi su cui il mondo assicurativo, anche in collaborazione con un ecosistema di provider di servizi, arricchirà la propria gamma di offerta  con servizi tecnologici innovativi».

Sfide e opportunità
La posta in gioco, però, è alta. Quali funzioni saranno maggiormente influenzate dall’AI e quali nuovi posti di lavoro umani potrebbero essere creati? Gli assicuratori dovranno sviluppare una strategia per la forza lavoro che si occupi dell'adattamento, dell'aggiornamento delle qualifiche e del potenziamento dei loro attuali lavoratori. Dopo tutto, adottare la tecnologia è facile, ma è molto più difficile adattare le persone. Per gli assicuratori tradizionali che implementeranno l’AI, ci sarà chiaramente un notevole risparmio di tempo e di costi: con processi interni più automatizzati e interazioni con i clienti, le persone possono essere liberate per lavorare su compiti di maggior valore, come offrire una migliore qualità del servizio a quei clienti che hanno davvero bisogno di un tocco umano. L'AI aiuterà inoltre gli assicuratori a comprendere meglio le persone e i rischi - sempre più spesso quasi in tempo reale - e a iniziare a sbloccare il valore intrappolato nei dati. Ma, cosa forse più importante, AI contribuirà a creare nuovi prodotti e nuove esperienze con i clienti. «Le compagnie assicurative dovranno rivedere il proprio portafoglio di servizi secondo una logica «data driven» - spiega Vassallo -. Ad esempio, IoT fornirà alle imprese assicurative una quantità di dati non più gestibile con gli strumenti tradizionali per cui sarà necessario avere sofisticati strumenti di Machine Learning per estrarre informazione dai dati. Per ottenere questo obiettivo le assicurazioni dovranno essere in grado di sviluppare servizi migliori di quelli che gli stessi utenti finali possono sviluppare da soli accedendo anche loro a tecnlogie e servizi di AI».

L’AI nell’InsurTech
Benché molti vedano l’Intelligenza Artificiale come qualcosa di completamente astratto e lontano dalla realtà, nei fatti, essa è già implementata in molti dispositivi che utilizziamo quotidianamente. La sua concretizzazione grafica più comune, infatti, è rappresentata dai chatbot, un mercato che - peraltro - raggiunge la cifra globale di 227 milioni di dollari con un incremento degli investimenti del 129% solo nel 2016. Secondo Vassallo le chatbot assistite da un motore AI consentiranno di comunicare in modo migliore con i clienti, semplificando i processi di assistenza, consulenza e supporto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Ma non solo. «Altri ambiti di applicazione riguardano l’analisi dei dati (ad esempio delle black box delle auto per valutare lo stile di guida), l’analisi delle immagini, la guida automatica delle auto che ridurrà la frequenza dei sinistri, l’analisi predittiva per la prevenzione dei rischi in molti settori (informatica, geologia, agricoultura, vita), l’uso della robotica per assistere gli anziani e molto altro ancora».

Il programma
La call per partecipare ad AI WorkLab è aperta a startup e talenti individuali fino al 30 novembre 2017. I 10 team selezionati riceveranno un grant di 2.500 euro (equity free) e a gennaio inizieranno un percorso di 3 mesi volto a dar vita alle idee imprenditoriali e a testarle sul mercato, con il supporto degli esperti di Luiss Enlabs e delle aziende partner. Il programma rientra tra le iniziative di Open Innovation che LVenture Group organizza per creare connessioni reciprocamente benefiche tra startup e grandi aziende. Percorsi di questo tipo hanno già dato vita ad un totale di 15 progetti, di cui 8 hanno già raccolto oltre 1 milione di euro in meno di 6 mesi.