25 aprile 2019
Aggiornato 05:30
spazio

Con Musk anche i viaggi saranno on-demand: il giro del mondo in meno di un'ora

I razzi di Elon Musk potrebbero farci raggiungere l'altra parte del mondo in meno di un'ora. Altro obiettivo è la conquista di Marte

NEW YORK - Sarà la colonna sonora. Saranno gli effetti speciali realizzati dai computer. Sarà che pensare al futuro e interfacciarci nei confronti di qualcosa che sfugge, in parte, dalla nostra coscienza, un po’ ci affascina. A guardare il video sul canale YouTube di SpaceX con cui si immagina come viaggeremo nell’arco di pochissimi anni, un po’ di brividi affiorano. New York - Shanghai in 29 minuti. Una follia? Non esattamente. Non nella testa di Elon Musk il cui obiettivo, insieme alla conquista di Marte, è collegare le principali città del mondo in meno di un’ora, un po’ alla Amazon, con i cibi freschi. Il nuovo razzo, con il pittoresco ed eloquente nome in codice «Big Fucking Rocket» (BFR) è per ora solo un progetto sulla carta. Ma, ritardi a parte, per Elon Musk è una promessa.

Viaggi spaziali in poco più di un’ora
Nei progetti del vulcanico americano i viaggiatori partirebbero da una piattaforma galleggiante al largo di New York e raggiungerebbero Shangai in soli 39 minuti, sorvolando per 11mila chilomteri il nostro pianeta al di fuori dell’atmosfera, ad una velocità davvero impressionate: 27mila chilometri l’ora, circa. Ma quello dei viaggi fast (che non sarebbero poi così tanto low cost) è solo uno dei tanti progetti presentati da Elon Musk durante l’International Astronautical Congress che si è tenuto ad Adelaide, in Australia. L’obiettivo è conquistare Marte.

La base spaziale su Marte
Lo stesso razzo che ci consentirà di raggiungere velocemente l’altra parte del globo, il Big Falcon Rocket, chiamato ‘Big Ficking Rocket’, sarà un’evoluzione del Falcon 9 che oggi lancia satelliti e navicelle verso la ISS. E sarà lo stesso che permetterà, entro il 2022, la creazione di una vera e propria base abitata permanente su Marte. Il viaggio verso il pianeta rosso inizierà con un lancio di due navette senza uomini nel 2022 che trasporteranno sul Pianeta rosso il materiale necessario ai primi astromarziani. Nel 2024 poi, sarà la volta di altri due cargo e di due Shuttle con i primi uomini. Nei sogni di Elon Musck la prima città marziana sarà composta da navicelle.

Razzo in atmosfera
Razzo in atmosfera (Youtube SpaceX)

La sfida dei Big alla conquista dello spazio
Questi, almeno, sarebbero i piani. Raggiungere Marte sembra essere il business del futuro per molti, soprattutto per i Billionaires. Oltre a Musk, anche Jeff Bezos sta avendo un buon ruolo in questa partita, con Blue Origin, la sua società spaziale a cui versa 1 miliardo di dollari l’anno. A tal proposito il CEO di Amazon ha recentemente rivelato la sua nuova e potente fabbrica di razzi in Florida, a circa 80 chilometri da Orlando. Un impianto mastodontico di 750mila metri quadrati i cui lavori sono iniziati alla fine del 2016 e che dovrebbero ultimare entro la fine di questo anno. Secondo i piani, Blue Origin dovrebbe lanciare il suo primo razzo spaziale entro la fine del 2019 e con il suo veicolo spaziale New Shepard, promette di far volare presto anche i passeggeri nello spazio, anche se non ha rivelato il costo per questi viaggi turistici. Tra coloro che stanno investendo nelle missioni spaziali c’è anche Mark Zuckerberg che con il progetto SETI dell’Università di Berkeley, insieme a Stephen Hawking avrebbe investito 100 milioni di dollari per trovare la vita nello spazio.

Piani conquista Marte
Piani conquista Marte (Youtube SpaceX)

Sempre più investimenti nella Space Economy
L’ultimo decennio ha visto un boom delle startup spaziali e non solo ad opera dei miliardari. Buona parte di esse sono state spinte dalla Space Exploration Technologies Corp di Elon Musk che, con il suo primo lancio nel 2009, ha incoraggiato l’ecosistema delle aziende spaziali che in precedenza non potevano permettersi di raggiungere l’orbita a causa dei costi. Space Angels, una rete di investitori spaziali, ritiene che esistano più 225 imprese che hanno ricevuto finanziamenti azionari (nel 2009 erano solo 33). Secondo i dati, solo nel 2016, sono stati investiti in questo mercato ben 3,1 miliardi di dollari, contro i 409 milioni di dollari del 2011.