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Cosa sono le tecnologie di prossimità

Il proximity marketing dà voce a luoghi e oggetti e li rende capaci di dialogare a distanza con i nostri smartphone. Le tecnologie di prossimità permettono di unire il mondo virtuale con quello virtuale

Cosa sono le tecnologie di prossimità
Cosa sono le tecnologie di prossimità (Shutterstock.com)

MILANO - E’ vero, siamo ancora un popolo restio ad acquistare online. Lo fa solo il 29% della popolazione, contro un 83% ad esempio del Regno Unito. Un gap che ci porta a essere tra i fanalini di coda nelle classifiche mondiali. La risalita è lunga, ma non impossibile perché piano piano lo shopping online ci sta prendendo la mano. Lo facciamo principalmente attraverso smartphone, con il quale facciamo un po’ di tutto (finalmente). Compriamo scarpe, vestiti, generi alimentari.

Lo shopping online
Insomma, l’ascesa degli e-commerce è quantomai vicina. Del resto, i ritmi frenetici di vita quasi ce lo impongono. C’è poco tempo per passeggiare tra i negozi in città o addentrarsi tra i reparti di un supermercato per fare la spesa quando con pochi click possiamo ottenere tutto a casa. Se da un lato crescono gli acquisti digitali, dall’altro c’è grida all’automazione. Che fine faranno i negozi fisici? E quando parliamo di negozi intendiamo gli esercizi commerciali di qualsiasi forma e settore.

Unione virtuale e reale
Di fatto l’intelligenza artificiale rapportata al digitale sta cambiando molti paradigmi. Per certi aspetti automatizza i processi produttivi e quindi elimina alcuni canali distributivi tradizionali oggi presenti. D’altra parte, però, può essere anche una grande opportunità. E l’opportunità in questione si chiama Marketing di Prossimità, laddove Big Data e intelligenza artificiale sono in grado, attraverso gli smartphone, di unire il mondo virtuale con il mondo reale. Una risorsa per l’utente e per l’azienda. Il marketing di prossimità si basa sul presupposto che tutti i telefoni sono connessi alla rete e quindi geolocalizzabili attraverso, ad esempio, il GPS. In questo senso le app di proximity rilevano la presenza di una persona in una determinata zona o sono in grado di valutare la sua distanza rispetto a un punto predefinito. Ed emettono informazioni.

Le tecnologie di prossimità
Quando noi ci muoviamo con lo smartphone in tasca lasciamo delle informazioni sulla rete che ci identificano. E in questo caso il GPS ha un ruolo determinante. Il nostro cellulare ci segue ovunque: al bar la mattina, durante la trasferta in metro per arrivare in ufficio, al ristorante per il pranzo. Anche alla palestra in cui andiamo ad allenarci dopo il lavoro. Se c’è il sole preferiamo fare una passeggiata, se piove, invece, siamo soliti prendere un taxi. Attraverso delle app di prossimità possiamo quindi essere collegati alle aziende a seconda dei nostri interessi. Esempio concreto? La profumeria al lato della strada che stiamo attraversando potrebbe sapere che siamo alla ricerca di un regalo per nostra madre perché abbiamo appena effettuato quella ricerca su Google un attimo prima. Ed ecco che potrebbe inviarci una notifica, informandoci dello sconto su alcune creme naturali. Noi e il negozio ci collegheremmo così in tempo reale sulla base di una proposta strettamente targhettizata sulle nostre esigenze. Questo, in parola spicciole, è il marketing di prossimità. Tra i primi ad aver implementato questa tecnologia ci sono molti grandi catene americane, da McDonalds a Tesco, che nei propri retail store comunicano con i possibili clienti sfruttando questa tecnologia, interagendo con il prodotto giusto in base alla posizione nel negozio.

La privacy
Ci sono dei limiti? Ovviamente sì. Si tratta di tecnologie dirompenti che sfruttano i Big Data che ci lasciamo per strada nel corso della giornata, informazioni più o meno private che lasciamo in rete, magari inconsapevolmente. Le tecnologie di prossimità hanno lo scopo di avvicinare l’utente al punto fisico (azienda) attraverso l’analisi delle sue informazioni, informazioni che emettiamo attraverso il nostro telefono. Tutto ciò incontra il grande limite della privacy. Di fatto, all’etero, questo genere di tecnologie stanno avendo una grande espansione. Ed è molto probabile che rappresentino un futuro tangibile, se non altro per evitare che la tecnologia rada al suolo i negozi fisici di cui, ancora, siamo tanto innamorati.