un anno tech

Fallimenti e successi della tecnologia nel 2016

I passi avanti e i passi indietro delle big company tech, dalla realtà virtuale, all'esplosione dei Samsung Galaxy Note. Successi e fallimenti della tecnologia

(Credit of courtesy by Adobe Stock)

NEW YORK - Un anno fatto di tecnologia, in specie tecnologia di massa, quella che tenta di bussare alla porta di tutti e, diciamolo, riesce sempre più. Dall’esplosione degli smartphone alla proliferazione di notizie false sui social network, molti dei software e hardware che usiamo quotidianamente hanno subito anche fallimenti molto imbarazzanti. Eppure l’anno non è stato completamente negativo. Decisivi alcuni passi nelle tecnologie di consumo, tra cui il Wi-Fi, la realtà virtuale e la crittografia.

Batterie ioni di litio
Una vera rivoluzione per gli smartphone di ultima generazione che ha, tuttavia, gettato nel panico mezzo mondo. Queste batterie difettose hanno determinato un grande rischio per la sicurezza dei prodotti tech quest’anno: l’esplosione improvvisa dei Samsung Galaxy Note 7. I difetti hanno portato le scuole a vietarne l’uso all’interno dei loro campus e la Samsung a ritirare più di 2,5 milioni di smartphone. Queste problematiche hanno sollevato numerosi dubbi e interrogativi sul fatto che l’industria dovrebbe spostarsi verso tecnologie più avanzate.

Samsung e la sicurezza
Non solo i cellulari che esplodono, ma anche 2,8 milioni di lavatrici difettose che negli Stati Uniti erano inclini a vibrazioni anomale capaci di provocare delle importanti lesioni. Un anno da dimenticare per la società, anche in seguito alle modalità di ritiro dei Samsung Galaxy Note, gestite malamente, e all’impossibilità di risolvere il problema che generava le esplosioni. Tanti interrogativi e un chiara certezza, tuttavia, per la società tecnologica: rivedere i protocolli di controllo e qualità per garantire che la sicurezza dei consumatori sia la priorità, rispetto a display ultra luminosi o fotocamere di ultima generazione sugli smartphone.

Le notizie false
Durante questo anno i social network sono stati i veri protagonisti. In un 2016 che ha visto due importanti dibattiti politici, la Brexit e l’elezione del presidente degli USA, Facebook, Twitter e Google sono stati bombardati da notizie false di propaganda e accusati di influenzare potenzialmente i britannici, ma soprattutto gli americani a dare un voto piuttosto che un altro. Ed ecco che le big company di internet hanno quindi cominciato una lunga battaglia contro le cosiddette «bufale», in particolare il social di Marck Zuckerberg. Dai piani alti di Facebook hanno, infatti, deciso di implementare un bottone attraverso cui gli utenti possano segnalare le notizie false.

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Gli assistenti virtuali
La parola d’ordine di questo 2016 è intelligenza artificiale: un concetto complesso composto da numerose tecnologie, ma che ha visto gli assistenti virtuali assumere un ruolo sempre più importante soprattutto nella tecnologia di consumo. Il passo l’ha fatto Google lanciando il suo assistente Allo, un servizio di messaggistica che sfrutta la AI e Pixel, uno smartphone che si basa fortemente su un assistente virtuale. Nonostante l’hype, tutti gli assistenti virtuali elaborati in questo 2016 hanno lasciato a desiderare. Nei test tutti hanno fallito compiti evidenti. Ad esempio Google Assistence non poteva prenotare un tavolo per pranzo nè ordinare cibo a domicilio e Siri era inaffidabile a dare indicazioni tramite mappa. Più usiamo gli assistenti virtuali più loro diventano attendibili ed è questa la sfida per il prossimo anno.

Il Wi-Fi
Una tecnologia che nell’ultimo anno ha visto un netto miglioramento, quella del Wi-Fi. I router più avanzati dispongono ormai di tecnologie più intelligenti e veloci capaci di lavorare meglio e con più precisione. A tal proposito Google ha stretto la mano alla startup Eero, per una maggiore implementazione del Wi-Fi all’interno delle case attraverso accessi multipli. Questi ultimi creano una rete cosiddetta «mesh» che permette di potersi spostare da casa, mantenendo però il Wi-Fi anche a diversi metri di distanza.

La realtà virtuale
Ancora molta la strada che la realtà virtuale dovrà compiere prima di diventare una tecnologia di massa. Poco importa, però, perchè i passi fatti durante questo anno sono stati molti. Ormai tutte le big company producono visori per la realtà virtuale, da Oculus a Samsung a Google e connessi. Il potenziale di questa tecnologia è enorme, tanto che sarà usata nella cultura, nell’istruzione, del gioco e nel lavoro. Diventando sempre più economica.

La crittografia
Il 2016 è stato anche un anno che visto inasprirsi i contrasti tra le aziende tech e il governo, specie durante la disputa Apple e FBI. L’FBI aveva chiesto ad Apple di indebolire la sua crittografia iPhone in modo che si potesse ottenere l'accesso ai contenuti di un telefono cellulare appartenente a un uomo armato nella zona di San Bernardino, in California, in seguito a una fucilazione di massa. Apple aveva rifiutato, sostenendo che indebolire il suo sistema di software per una singola indagine avrebbe creato vulnerabilità tali da mettere tutti i clienti a rischio. In seguito a questa disputa sono state molte le aziende che hanno implementato la crittografia all’interno dei loro device. Come ha fatto Facebook con WhatsApp. Anche se nessun servizio di messaggistica è perfetto, l’aumento della crittografia è stato un buon passo verso la tutela della privacy degli utenti.

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I video live
Prima i contenuti video che su Facebook hanno sbaragliato i post normali, poi le dirette, che hanno reso i social ancora più popolari e di massa. Secondo il social network blu i video vengono visualizzati 8 miliardi di volte al giorno, contro il miliardo di un anno fa e i video live ottengono commenti 10 volte superiori rispetto agli altri contenuti. Lo streaming sta, di fatto, facendo diventare i video online un prodotto di primo piano. Uno strumento inevitabile.