7 dicembre 2019
Aggiornato 05:00
a ecomondo

Arriva il misura-smog portatile per bici e scooter di Enea

MONICA si presenta come una scatoletta colorata di 8 centimetri per 12, con all'interno un sofisticato sistema multisensoriale che misura gli inquinanti: monossido di carbonio (CO), biossido di azoto (NO2), ozono

RIMINI - E’ il primo misura-smog portatile che può essere montato sul passeggino, la bici o lo scooter ed è stato presentato in occasione di Ecomondo la fiera sull’ecosostenibilità in programma fino all’11 novembre a Rimini. Ideato dai ricercatori dell'ENEA, si chiama MONICA ed è un multisensore intelligente in grado di tracciare l'esposizione personale agli inquinanti e di scegliere un percorso più green attraverso un'app sullo smartphone. Chi va "a spasso con MONICA" (sigla che sta per 'MONItoraggio Cooperativo della qualità dell'Aria) può misurare il livello di emissioni e condividere i dati con altri utenti. Lo smog-tracker dell'ENEA è stato presentato oggi dal presidente dell'ENEA Federico Testa al ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti nell'ambito del salone H2R a Ecomondo.

Il misura-smog portatile
MONICA si presenta come una scatoletta colorata di 8 centimetri per 12, con all'interno un sofisticato sistema multisensoriale che misura gli inquinanti - monossido di carbonio (CO), biossido di azoto (NO2), ozono - e sullo smartphone indica sia l'indice numerico di esposizione sia il punto in cui è stato rilevato sulla mappa lungo il percorso. Il misura-smog nasce nei laboratori ENEA di Portici da un gruppo di ricercatori esperti in sensoristica intelligente integrata, come ad esempio i nasi elettronici hi-tech utilizzati nell'industria aeronautica e per il monitoraggio dei gas vulcanici.

La campagna di crowdfunding
Ma non è questa l'unica novità. Per realizzare una flotta di sensori-pilota da testare nelle città, l'ENEA ha deciso di lanciare per la prima volta una campagna di finanziamento collettivo attraverso la piattaforma di crowdfunding 'Eppela' (eppela.com), dove a breve sarà possibile sostenere il progetto. "L'obiettivo - spiega il presidente ENEA Federico Testa - non è solo di trovare finanziamenti in tempi notoriamente complessi per la ricerca, ma di sperimentare un approccio consapevole e partecipativo ai problemi dell'ambiente e della salute, in questo caso dell'inquinamento atmosferico nelle città, evidenziando il possibile contributo dell'innovazione tecnologica che come ENEA ci vede in prima linea». Da MONICA, infatti, partirà una campagna di 'scienza insieme ai cittadini', la citizenscience, già diffusa in altri paesi e, in particolare, in Canada e negli Stati Uniti. "L'idea è partita da un gruppo di giovani ricercatori, convinti dell'importanza di sperimentare nuove tecnologie e, allo stesso tempo, di avvicinare i cittadini in prima persona alla ricerca scientifica, evidenziandone le ricadute positive per la vita di tutti i giorni", sottolinea Testa.

Il monitoraggio fai-da-te
A livello scientifico e tecnologico, MONICA non vuole entrare in competizione con i sistemi di monitoraggio tradizionali, ma aprire la strada a strumenti integrativi, in linea con le direttive europee che prevedono anche l'utilizzo di sistemi mobili concepiti per misurare con parametri diversi da quelli attuali e creare una rete più diffusa e capillare. Ad oggi il prototipo di laboratorio del misura-smog costa circa 500 euro, ma se i test sul campo avranno esito positivo il costo del prodotto potrebbe abbassarsi a 100/300 euro.

Un’emergenza globale
Secondo il Global Risks Report 2016 del World Economic Forum, l’emergenza ambientale globale oggi è sentita più forte che mai. E non solo per i danni all’ambiente. L'emissione di prodotti chimici rappresenta una delle principali sorgenti di contaminazione dell’aria e del suolo a cui la popolazione è particolarmente esposta - anche a causa della dimensione delle particelle che spesso raggiungono la grandezza di alcuni micron e sono quindi più facilmente soggette a inalazione, contatto dermico o ingestione. A mettere l’accento sull’emergenza ambientale ci sono anche altri dati. In un recente studio dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) in Italia nel 2012 i decessi prematuri attribuibili all’inquinamento dell’aria sono stati oltre 84mila (il 17% dei decessi di questo tipo in Europa), di cui il 70% attribuibili a polveri sottili, il 26% al biossido di azoto e il 4% all’ozono. Ci sono poi le evidenze del rapporto Economic cost of the health impact of air pollution in Europe, che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha realizzato insieme all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), da cui emerge che nel 2015 1 abitante su 4 in Europa si è ammalato o è morto prematuramente a causa dell’inquinamento dell’ambiente.