30 ottobre 2020
Aggiornato 00:30
importanza piano industria 4.0

Digitale, Rizzi (Cisco): «Investimenti per recuperare gap tecnologico»

Da una parte l cyber security, dall'altra la possibilità di fare investimenti importanti per recuperare il gap tecnologico con gli altri paesi del mondo

ROMA - «Lo scenario italiano vede le stesse dinamiche che vediamo a livello mondiale, perché la cyber security è uno degli spazi più globalizzati che esistano, soprattutto è un fenomeno di rete, quindi è per definizione un fenomeno globale». A dirlo è Luca Rizzi, sales manager Italy central and local Public sector di Cisco Systems, a margine di Cybertech Europe, forum internazionale organizzato da Cybertech Global Events in collaborazione con Leonardo-Finmeccanica a Palazzo dei Congressi a Roma.

Investimenti per recuperare gap tecnologico
«In più l'Italia - aggiunge Rizzi - vive sicuramente alcuni aspetti specifici: uno è la sua esposizione sull'area del Mediterraneo con il tema dell'immigrazione; ma anche il tema dell'incrocio con la Nato, che è un'entità fondamentale nella quale l'Italia riveste un ruolo importante. E certamente c'è anche un tema di adozione di tecnologie digitali perché il fatto che noi ci sentiamo - e lo dice la media europea - in ritardo nell'adozione di tecnologie digitali. In questo caso è un'opportunità, perché possiamo fare un salto di una 'wave' degli investimenti che stiamo facendo, come nel caso della broadband, e possiamo farlo attraverso l'adozione di tecnologie, metodologie e processi innovativi. Quindi possiamo utilizzare questo investimento per recuperare un gap che abbiamo e risincronizzarci con, relativamente, il minor sforzo»

L’educazione digitale
«Cisco - prosegue Rizzi - sta lavorando in particolare su tre fronti. Uno è la Networking Academy, che per noi è uno strumento fondamentale per generare cultura. Abbiamo l'obiettivo di crescere da 20mila a 100mila studenti nei prossimi tre anni. Abbiamo anche un protocollo d'intesa già firmato col Miur, che è molto interessato alla formazione sulla cyber security, che è una delle aree dove c'è maggior skill gap e anche maggior richiesta di posti di lavoro, nella digitalizzazione e in particolare nella cyber security».

L’importanza dell’Industria 4.0
Il secondo pilastro - ha aggiunto - «è la collaborazione con l'università, diciamo lo step più elevato, che è la ricerca, per far sì che l'industria sia accelerata. E il terzo pilastro è quello relativo alla cooperazione con gli enti governativi e con le grandi infrastrutture. Il secondo punto, quello dell'università, si collega molto bene a quello dell'Industria 4.0 in cui noi crediamo straordinariamente proprio in questo senso di digitalizzazione dei processi per l'Italia, che è un grande Paese manifatturiero».