4 giugno 2020
Aggiornato 17:00
economia collaborativa

La sharing economy varrà 570 miliardi nel 2025

Il settore che vedrà una crescita maggiore sarà quello relativo ai servizi per la casa. Il 24 e 25 settembre a Milano un evento dedicato alla sharing economy e promosso dal Altroconsumo

Il valore della sharing economy
Il valore della sharing economy Shutterstock

ROMA - Ben 570 miliardi di euro. E’ questo il valore che avrà la sharing economy entro il 2025, nell’arco di un decennio scarso. E’ questo il dato emerso da un’analisi di PricewaterhouseCoopers, che ha analizzato i risvolti di quella che può essere considerata la vera economia del futuro, quella della condivisione e della collaborazione. Oggi parliamo già di un settore che si stima intorno ai 28 miliardi di euro.

La sharing economy varrà 570 miliardi di dollari
BlaBlaCar, AirBnb, Gnammo. Sono solo alcune piattaforme di sharing economy che hanno spopolato in Italia e nel mondo. Secondo il report queste piattaforme incasseranno la bellezza dell’85% del valore di mercato, praticamente 487 miliardi di euro. Una vera rivoluzione a cui ha pensato anche Altroconsumo che,  il 24 e 25 settembre, a Milano, ci dedicherà persino un evento, tra workshop e conferenze per analizzare più da vicino in fenomeno.  I settori principali saranno finanza collaborativa, turismo peer-to-peer, trasporto peer-to-peer, servizi domestici su richiesta e servizi professionali, ciascuno dei quali contribuirà per 100 miliardi di euro.

«La sharing economy sta rapidamente raggiungendo una maggiore maturità, evolvendo da mero slogan ad opzione preferita dai consumatori più giovani – ha spiegato Rob Vaughan, economista di PwC – tale crescita è solo all’inizio ed entro il 2025 in molti segmenti gli operatori della sharing economy avranno superato i player tradizionali»

Sarà boom di servizi per la casa
In Europa i ricavi prodotti dalle piattaforme dei cinque ambiti potrebbero raggiungere la bellezza di 83 miliardi di euro, rispetto ai 4 miliardi di oggi.  La spinta maggiore sarà data dai servizi per la casa con una crescita del 50%. Sono cifre di cui si avvantaggerebbero 275 società attive ad oggi nei nove Paesi oggetto dell’indagine: Svezia, Polonia, Italia, Belgio, Spagna, Germania, Olanda, Regno Unito, Francia. «Per affermarsi come mercato di riferimento e incubatore per la sharing economy, l’Europa deve sviluppare un contesto normativo più omogeneo, coordinato e dinamico tra gli stati membri – ha aggiunto Vaughan – a tal proposito l’Agenda Europea per la sharing economy della Commissione Ue promuove la revisione da parte di ogni membro della normativa domestica e l’eliminazione di ogni barriera, garantendo la tutela della concorrenza e la protezione dei diritti dei lavoratori e dei consumatori».

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